5 grandi scienziate che probabilmente non conoscete

Un laboratorio tutto al femminile
Un laboratorio tutto al femminile Photo by George Joch / courtesy Argonne National Laboratory - CC BY-SA 2.0

Dovendo fare il nome di una scienziata, la maggior parte delle persone citerebbe immediatamente Marie Curie, ma avrebbe delle serie difficoltà a citarne qualcun altra. Eppure, nel corso dei decenni e dei secoli il contributo del gentil sesso alla scienza non è stato certo trascurabile. Anzi, l'esatto opposto: anche per questo dal 2016 ogni 11 febbraio si celebra la "Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza", una ricorrenza separata dalla classica Festa della Donna dell'8 marzo.

Anche Hollywood si è accorta della rilevanza femminile nella scienza, come dimostrano le tre candidature agli Oscar e le due ai Golden Globe per Il diritto di contare, il film che racconta del contributo che le tre matematiche afroamericane Katherine Johnson, Mary Jackson e Dorothy Vaughan diedero al programma spaziale americano, sfidando il sessismo ed il razzismo che serpeggiavano all'epoca (e forse anche adesso) nella società statunitense, incluso l'ambito accademico.

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IBTimes Italia vuole celebrare questa Festa della Donna 2017 raccontando il contributo fornito alla scienza da cinque donne che, presumibilmente, non avrete mai sentito nominare. Non parleremo quindi di Marie Curie o Rita Levi-Montalcini, ma daremo spazio ad altre scienziate che, con il loro lavoro, sono riuscite a migliorare la vita di tutti noi ed innalzare il livello del loro ambito di ricerca, non venendo ricompensate con la fama che meriterebbero.

Mary Anning

Mary Anning Mary Anning, ritratta durante il suo lavoro di ricercatrice di fossili  B. J. Donne - PD

Una parte significativa della nostra conoscenza della presitoria dipende da Mary Anning (1799–1847), una raccoglitrice di fossili inglese la cui storia meriterebbe di essere raccontata in un film. Quarta di 10 figli (solo lei ed uno dei fratelli sopravvissero fino all'età adulta), rimase orfana di padre ad 11 anni. Pur non avendo ricevuto alcuna istruzione, la Anning diede un contributo fondamentale alla geologia ed alla paleontologia.

Fu lei ad invididuare i primi scheletri completi di ittiosauro e plesiosauro, nonché il primo pterosauro trovato fuori dalla Germania. Nonostante questo, rimase per lo più al di fuori della comunità scientifica del tempo: a differenza dei suoi colleghi scienziati britannici del tempo, generalmente uomini di buona famiglia che potevano contare su rendite finanziarie, Mary Anning condusse una vita sull'orlo della povertà. Anni dopo la sua scomparsa, Charles Dickens scrisse un articolo sulla sua vita, che terminava con: "La figlia del carpentiere si è guadagnata un nome e lo ha meritato".

Margaret Hamilton

Margaret Hamilton nasa apollo Margaret Hamilton, la scienziata del MIT che guidò il gruppo responsabile del codice del computer delle missioni Apollo  NASA

Negli anni '60, l'informatica era una scienza ancora ai suoi inizi e, per certi versi, molto diversa da ciò che è adesso. Gli scienziati che si trovarono a scrivere il codice del sistema di guida per i moduli del programma Apollo si trovarono quindi a muoversi in un terreno inesplorato sotto ogni punto di vista.

Quel programma, che permise di portare i primi uomini sulla superficie della Luna, fu scritto presso l'Instrumentation Lab del Massachussetts of Technology (MIT) sotto la guida di Margaret Hamilton, la donna che potete vedere posare nella foto qui sopra all'interno di una riproduzione del modulo di comando dell'Apollo. Ma la sua immagine forse più famosa è quella nella quale è ritratta accanto  alla trascrizione su carta di ogni singola riga del codice  che avrebbe portato l'uomo sulla Luna: una  pila di volumi che risulta essere più alta di lei.

Gertrude Elion

Gertrude Elion Gertrude Elion nel suo laboratorio negli anni '80  CC BY 4.0

La famiglia di Gertrude Elion (1918-1999) non era certo ricca: il padre e la madre, immigrati negli USA rispettivamente da Lituania e Polonia, persero tutti i loro averi nella crisi del '29. Nonostante questo, riuscì ad ottenere una laurea in chimica ad appena 19 anni. Le sue 15 candidature per un dottorato furono tutte respinte, secondo molti proprio per il fatto di essere una donna. La Elion si mise quindi a lavorare come responsabile della qualità del cibo per una catena di supermercati, ma la sua vita cambiò quando fu assunta come assistente alla Burroughs-Wellcome, una società farmaceutica oggi nota come GlaxoSmithKline.

Al suo nome sono legate le scoperte di farmaci di fondamentale importanza come il purinethol (il primo medicinale contro la leucemia); la pirimetamina (anti-malarico); l'aciclovir (un antivirale utilizzato principalmente per le infezioni da herpes simplex); supervisionò anche lo sviluppo dell'azidotimidina, uno dei primi retrovirali utilizzati per la cura dell'AIDS. Per i suoi straordinari risultati, nel 1988 le fu attribuito il Nobel per la Medicina.

Chien-Shiung Wu

Chien-Shiung Wu Chien-Shiung Wu alla Columbia University nel 1963  Smithsonian Institution

Nata in Cina nel 1912, Chien-Shiung Wu fu spinta a fare il dottorato negli Stati Uniti dal suo supervisore alla Zhejiang University. Quando lasciò il paese asiatico per raggiungere gli USA, ad appena 24 anni, non poteva immaginare che non avrebbe più rivisto i suoi genitori e che avrebbe per sempre cambiato la storia, e non soltanto quella della fisica nucleare. Il suo lavoro fu infatti fondamentale nel Manhattan Project, il programma che portò allo sviluppo delle prime armi nucleari americane.

La Wu fu però una scienziata di grande importanza anche in ambiti più pacifici: il suo nome è indissolubilmente legato anche al celebre "Wu Experiment", un test condotto negli anni '60 che consentì di rilevare sperimentalmente la violazione della parità nelle interazioni deboli. La portata delle sue scoperte fu tale che in molti le attrubuirono il soprannome di "Madame Curie cinese". Pur non avendo mai ricevuto un Nobel, il lavoro della Wu fu onorato con molti riconoscimenti, tra i quali la National Medal of Science nel 1975.

Lise Meitner

einstein Meitner Foto di gruppo per i più importanti fisici e chimici tedeschi degli anni '20. il secondo da sinistra è Albert EInstein; tre posti più in là, alla sua sinistra, siede Lise Meitner  Chemie in unserer Zeit 27, 296–302 (1993) - PD

Nata nel 1878 a Vienna, Lise Meitner fu la seconda donna ad ottenere un dottorato in fisica all'università di Vienna e la prima ad ottenere una cattedra nella stessa materia in un ateneo tedesco. Nel 1938, per sfuggire alle persecuzioni nella Germania nazista, si trasferì in Svezia, lavorando all'università di Stoccolma.

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Il suo più grande successo scientifico fu ottenuto quando, insieme ad Otto Hahn, guidò il gruppo di scienziati che scoprì le modalità di fissione nucleare dell'uranio. Nonostante questo, quando nel 1944 la scoperta si meritò un Premio Nobel, il riconoscimento fu attribuito solamente a Hahn. Grazie a documenti emersi negli anni '90, si capì come la sua esclusione dall'onoreficenza sia stata ingiusta il che le garantì una lunga serie di riconoscimenti postumi (morì nel 1968), come ad esempio l'intitolazione dell'elemento chimico al posto 109 della tavola periodica, il meitnerio.