5 modi per essere genitori migliori suggeriti dalla scienza

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Essere genitori è difficile, ma la scienza può venire in aiuto con qualche consiglio towbar - PD

Essere genitori è difficile. Se qualcuno vi dice il contrario sta mentendo o non sa di cosa parla, ed anche quelle persone che lo fanno apparire facile in realtà stanno solamente "mascherando", volontariamente o meno, quanto sia dura far crescere degli esseri umani che siano sani nel corpo e nella mente. Si tratta di un compito che può comunque essere reso più facile dalla scienza.

Gli studi che affrontano il tema della genitorialità sono infatti numerosissimi e costituiscono ormai un filone decisamente florido di svariati ambiti scientifici. I suggerimenti su come essere padri e madri migliori in arrivo dalla scienza sono quindi molto numerosi e, spesso, molto particolareggiati.

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Per questo motivo, abbiamo deciso di creare questa "mini-guida" che comprende i 5 consigli per essere genitori migliori suggeriti dalla scienza. Ovviamente ne esistono molti altri, ma già riuscire a mettere in pratica questi cinque suggerimenti potrebbe essere considerato un ottimo inizio.

1) Posate gli smartphone

L'utilizzo di smartphone, tablet ed altri dispositivi elettronici da parte dei più piccoli è un ambito di studi molto ricco, che fornisce risultati ambivalenti: si tratta di una pratica che porta sia vantaggi che svantaggi. Uno studio statunitense ha però provato a ribaltare la situazione, vedendo cosa accada quando a tenere in mano uno smartphone sono i genitori e non i figli.

La ricerca ha coinvolto 170 famiglie con un bimbo piccolo (età media: 3 anni), per le quali sono state valutate le volte nelle quali durante la giornata l'attenzione dei genitori venisse dirottata dai figli a qualche tipo di dispositivo elettronico. In quasi la metà dei casi questo capita tre volte o più al giorno, mentre soltanto l'11% dei genitori ha affermato che a loro non accade mai nulla del genere.

I ricercatori hanno verificato come, all'aumentare di queste "interferenze tecnologiche" nel rapporto genitoriale, aumentino anche i problemi comportamentali dei bambini, come piagnucolii, tenere il muso, irrequietezza, scatti d'ira e comportamenti maleducati. Assai poco sorprendentemente, vedere i genitori che passano molto tempo sui loro smartphone fa aumentare anche il tempo che a loro volta i più piccolo trascorrono coi dispositivi elettronici.

bambini smartphone Bambini giocano con uno smartphone  David Hilowitz (CC BY 2.0)

2) Non siate "genitori-elicottero"

Il titolo qui sopra probabilmente avrà suscitato qualche perplessità, quindi lo spieghiamo subito: "genitori-elicottero" è un'espressione coniata da Haim Ginott, psicologo e pioniere nella definizione delle strategie educative, per definire quei papà e quelle mamme eccessivamente coinvolti nella vita dei propri figli, ad un livello molto superiore rispetto a quello di una "normale" genitorialità responsabile. La metafora dell'elicottero rende bene l'idea: volteggiare sopra le vite dei propri figli come degli elicotteri.

I genitori-elicottero, tra le altre cose, cercano sempre di risolvere i problemi dei figli, prendono decisioni per loro e, più in generale, assumono su di sé la responsabilità delle esperienze dei propri bambini, dei loro successi e dei loro fallimenti. Anche se si ritiene che in questo modo non si faccia altro che proteggerli, secondo la scienza li si sta in effetti danneggiando.

Uno dei tanti studi che ha affrontato l'argomento, firmato dai ricercatori della Brigham Young University, ha mostrato come tra le conseguenze possibili di questo tipo di comportamento figurino la mancanza di autostima ed una maggiore probabilità di comportamenti a rischio come l'alcolismo: "Dai nostri passati studi, pensavamo che ci potesse essere qualcosa di positivo nella 'genitorialità-elicottero' sotto certe condizioni, ma semplicemente non riusciamo a trovarlo", spiegano gli autori.

Ad ogni modo, i ricercatori avvertono che non bisogna passare da un estremo all'altro, dal momento che uscire totalmente delle vite dei bambini può comunque essere dannoso. È quindi necessario trovare un equilibrio tra autonomia e supporto: "La mancanza di controllo non significa mancanza di coinvolgimento, di calore e di sostegno".

3) Lasciate che i vostri figli si annoino

"Invece oltre la scuola 100 cose devo far: inglese, pallavolo e perfino latin dance", recita il testo di una celebre canzone dello Zecchino d'Oro. Sono infatti molti i genitori che cercano di coinvolgere i propri figli in ogni tipo di attività extra-scolastica per tenerli impegnati, stimolarli e, in qualche modo, impedirgli di annoiarsi.

Come illustrato in uno studio pubblicato nel 2014 su Frontiers in Psychology, più attività strutturate (scuola-calcio, lezioni di musica, corsi di lingue, ecc) si fanno svolgere ai bambini, meno questi riescono a mettere in atto la loro "funzione esecutiva auto-diretta", ossia la capacità di intraprendere in modo autonomo delle attività finalizzate ad un obiettivo. In altre parole, essere coinvolti in meno attività di questo tipo aiuta i bambini a regolare le proprie emozioni ed a raggiungere degli obiettivi per conto proprio.

bambino annoiato Lasciare che i bambini capiscano da soli come non annoiarsi ha un effetto positivo  John Morgan (CC BY 2.0)

Dal punto di vista della scienza, la noia non è affatto qualcosa dalla quale rifuggire, bensì un punto di partenza: "La noia, nel nostro contesto di iperstimolazione, può dare ai bambini delle opportunità di esercitare la creatività e sviluppare iniziativa, perseveranza e la sensazione di essere in grado di influenzare il proprio mondo", spiega Michael Ungar, co-direttore del Resilience Research Center della Dalhousie University.

4) Incoraggiate la loro creatività, magari con la musica

Quanto riportato al punto 3 non significa ovviamente che non si debbano far svolgere attività extra-scolastiche ai propri figli. Da preferire sono senza dubbio quelle che stimolano la creatività dei bambini, come ad esempio disegnare, dipingere, scolpire e cose simili.

Lo sviluppo della creatività è infatti fondamentale non solamente per il presente ma anche per il futuro, incluso il successo dal punto di vista professionale: la capacità di saper utilizzare la propria immaginazione è infatti di primaria importanza nello sviluppo delle abilità di problem solving e della capacità di formulare nuove idee per svolgere un compito.

Uno dei migliori modi per lo sviluppo della creatività, praticamente ogni studio concorda su questo, è la musica: i vantaggi del suonare uno strumento sono innumerevoli, e vanno dal rinforzo delle capacità cognitive, al miglioramento delle abilità di apprendimento fino addirittura ad un incremento del quoziente intellettivo, come verificato da uno studio del 2004.

bambini musica La musica ha effetti estremamente positivi nello sviluppo cognitivo dei bambini  WikiCommons (CC BY 2.5)

5) Mamme, non siete perfette né dovete esserlo

Il desiderio di essere dei genitori perfetti, storicamente presente, negli ultimi anni è diventato per molti ancor più pressante grazie ai social network, che inevitabilmente mettono in vetrina le proprie capacità genitoriali, esponendole al giudizio altrui. Tutto questo conduce ad un ulteriore carica di stress.

Uno studio del 2012 condotto da Sarah Schoppe-Sullivan, docente di scienze umane e psicologia della Ohio State University, ha avuto modo di verificare come le madri siano particolarmente esposte a questo tipo di pressione dall'esterno derivante dai social network, mentre paradossalmente coni padri si è verificato l'effetto opposto.

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Come emerso dallo studio, la paura di avere altre persone che guardano, commentano e giudicano le proprie azioni sottopone le madri ad uno stress ulteriore e ad avere meno fiducia nelle proprie capacità genitoriali, il che conduce ad un comportamento diverso con i propri bambini. Questo avviene in quanto i social network le spingevano a paragonare la propria idea di perfezione con quella degli altri.

Secondo l'autrice dello studio, esistono due modi per "salvarsi" da questo effetto. Il primo è rendersi conto che i social non sono in alcun modo un ritratto accurato delle vite di qualcuno, ma solamente la visione che ognuno vuole dare della propria vita al resto del mondo. Il secondo è rendersi conto che essere attivi, affettuosi e coinvolti con i propri figli è molto più efficace che rincorrere un'effimera idea di "perfezione".

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