Abusi sessuali in cambio di un posto da titolare, in manette due allenatori e un arbitro delle giovanili

Ragazzi giocano a calcio per strada
Ragazzi giocano a calcio per strada REUTERS/Amr Abdallah Dalsh

Sono scattati gli arresti a margine di un’indagine che durava da più di un anno, per due allenatori delle giovanili di una squadra torinese. Uno di 20 e uno di 50 anni, più un architetto che operava anche come arbitro. Uno in cella, uno ai domiciliari e il direttore di gara con obbligo di firma. Decisiva la testimonianza di un 16 enne che ha subito abusi sessuali dai due coach.

I due, con la complicità del terzo, adescavano in rete i minori che ruotavano attorno al mondo del calcio giovanile torinese e sfruttavano le loro posizioni per avere in cambio materiale pedo pornografico e favori sessuali. Insomma sesso in cambio di un posto da titolare in squadra. In particolare il più giovane degli allenatori adescava i giovanissimi in chat diventando loro amico e promettendo una carriera rosea.

Sono stati ascoltati dalle forze dell’ordine una quindicina di giovani di età compresa tra i 13 e i 16 anni, rimasti vittime del comportamento dei due allenatori, che in alcuni casi arrivano a offrire anche soldi o ricariche telefoniche in cambio di atti sessuali. Il minimo a cui aspiravano era materiale pedo pornografico di vario genere, rinvenuto durante le indagini della Polizia Postale.

Come riporta La Repubblica: “L’indagine è iniziata dopo la denuncia di un 16enne che aveva trovato il coraggio di raccontare alla madre quello che era successo una notte a casa dell’allenatore più giovane, dove era andato a dormire dopo aver terminato la preparazione atletica: “Si è infilato nel mio letto”, spiegando come l’allenatore avesse tentato un approccio sessuale al termine degli allenamenti prima di una partita ”.

L’allenatore più anziano era interessato a collezionare materiale pornografico e a rapporti sessuali, che riusciva a reperire e commettere tramite l’allenatore più giovane che reclutava on line, mentre l’architetto 49enne arbitro delle giovanili era il collaboratore esterno che forniva appartamenti o passaggi in auto. L’architetto era interessato principalmente a prestazioni sessuali.

Il terzetto di pedofili ha operato nell’ultimo triennio per più società giovanili del torinese, per questo le indagini proseguono per cercare eventuali altri complici e vittime.