Accordo storico tra Argentina e Regno Unito sulle Isole Falkland

di 15.09.2016 9:13 CEST
Macri, Argentina
Il presidente dell'Argentina Mauricio Macri durante l'Argentina Business and Investment Forum del 2016 REUTERS/Marcos Brindicci

La Gran Bretagna e l’Argentina hanno raggiunto uno storico accordo per cooperare in maniera più ravvicinata su una serie di questioni riguardanti le Isole Falkland, oggetto di una guerra tra i due paesi esplosa nel 1982. Le attività di pesca, di commercio, di esplorazione del petrolio e i voli diretti ai territori circostanti saranno tutti negoziati, anche se la sovranità delle isole non è stata oggetto di dibattito stando al ministro di Stato degli Affari Esteri e del Commonwealth Alan Duncan.

Duncan ha rilasciato una nota mercoledì con il ministro degli Esteri dell’Argentina Susana Malcorra, dopo aver parlato martedì in un incontro ad alto livello con Malcorra, il presidente Mauricio Macri e altri alti funzionari. I rapporti tra i due paesi sono migliorati da quando Macri ha preso il posto a fine 2015 di Cristina Fernandez de Kirchner, che ha fatto pressioni alle compagnie britanniche per le esplorazioni di petrolio nella regione.

Nel comunicato congiunto è riferito: “In uno spirito positivo, entrambe le parti concordano nell’avviare un dialogo per migliorare la cooperazione su questioni del Sud Atlantico di mutuo interesse. In questo contesto è stato raggiunto un accordo per rimuovere ogni ostacolo che limita la crescita e lo sviluppo sostenibile delle Isole Falkland, incluso il commercio, la pesca, i trasporti e gli idrocarburi”.

Entrambi i paesi concordano che voli addizionali saranno ora autorizzati tra isole distanti 530 chilometri dall’Argentina e le destinazioni del Sud America. I voli aggiuntivi potrebbero aprire le isole agli affari e al turismo.

“Il Regno Unito e l’Argentina hanno ampie relazioni che vanno ben oltre le nostre differenze”, ha detto Duncan in una nota. “È a me chiaro che l’Argentina è aperta al business. Le misure concordate quest’oggi dimostrano che possiamo fare progressi attraverso il dialogo”, è riportato nella nota, come ha scritto l’agenzia Reuters.

L'ufficio degli Esteri ha insistito che la sovranità delle isole non è oggetto di discussione. La vasta maggioranza dei 3.000 isolani ha votato per rimanere sotto il controllo del Regno Unito in un referendum del 2013, con 1513 che hanno votato a favore e solo 3 contro.

L'ufficio degli Esteri ha anche annunciato che le migliaia di mine che continuano ad essere un pericolo a 24 anni di distanza dalla guerra delle Falkland in cui sono morte almeno 1.000 persone devono essere rimosse. Un totale di 46 mine verranno rimosse in tutta l'isola nel corso dei prossimi due anni per un costo di circa 20 milioni di sterline.