Addio GPS: l'Europa si orienta da sola col sistema satellitare Galileo, attivo tra poche ore

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Rappresentazione artistica dei satelliti di Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo OHB

Mancano poche ore al momento nel quale l'Europa potrà "orientarsi" da sola, senza contare su apparati messi a punto da altri: giovedì 15 dicembre sarà infatti finalmente operativo Galileo, il sistema di navigazione satellitare sviluppato da Unione Europea ed Agenzia Spaziale Europea (ESA) che permetterà di sganciare il Vecchio Continente dallo statunitense GPS e dal russo GLONASS.

La sua realizzazione ha richiesto 17 anni e circa 10 miliardi di euro, ma i vantaggi che offrirà in termini pratici saranno notevoli: ad esempio, si prevede che nei primi 20 anni di operazioni Galileo garantirà 90 miliardi di euro all'economia dell'Unione Europea, il cui prodotto interno lordo già oggi dipende per circa il 10% dai sistemi di navigazione (percentuale che si prevede salirà fino al 30% entro il 2030).

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Galileo sarà operativo da subito, anche se solamente su quei dispositivi che montano chip compatibili con il nuovo sistema satellitare: per loro basterà un aggiornamento, mentre gli altri device dovranno aspettare. Diversi smartphone sono già compatibili con Galileo, ma il reale numero è ancora più grande: secondo Qualcomm, ogni dispositivo con un processore Snapdragon recente (820, 650, 617, anche il 435) ha bisogno solamente di un upgrade del firmware per iniziare a ricevere i segnali di Galileo. Ad ogni modo, la cosa non ha ovviamente colto di sorpresa le grandi aziende tech, che si stanno già adeguando.

I lanci della costellazione di satelliti di Galileo sono iniziati nel 2011, ed oggi il sistema può contare su 14 navicelle più altre 4 in fase di test: una volta che lo schieramento sarà completato, nel 2020, il numero totale dei satelliti sarà di 30. Si tratta di una quantità di navicelle inferiore a quella del GPS (in base ai dati ufficiali, il sistema GPS conta su 31 satelliti, con altri 5 che sono stati decommissionati ma possono essere riattivati in caso di necessità), ma che garantirà comunque una precisione maggiore: per il pubblico avrà un'accuratezza di 1 metro, mentre a livello governativo arriverà sino a 1 cm (il GPS arriva a 5 metri). 

"Il GPS permette ad un treno di sapere in quale area si trovi, Galileo consentirà di identificare su quale binario sia", spiega Jean-Yves Le Gall, presidente dell'agenzia spaziale francese CNES. Una simile precisione garantirà vantaggi enormi per tutti i sistemi ed i servizi nei quali una differenza anche di pochi metri nella localizzazione può avere un'importanza decisiva.

Il quartier generale di Galileo si trova a Praga, mentre i centri di controllo del sistema sono due: uno a Oberpfaffenhofen, nei pressi di Monaco di Baviera, l'altro si trova nell'altopiano del Fucino, in Abruzzo. Le due strutture sono state progettate per funzionare in parallelo ma, in caso di necessità, potrebbero operare anche autonomamente.

galileo sistema navigazione satellitare Il centro di controllo di Fucino, in Abruzzo, per il sistema navigazione satellitare Galileo  ESA

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Un elemento di particolare importanza, al di là della maggiore precisione, è la possibilità di sganciarsi da GPS e Glonass. I servizi statunitensi e russi, essendo di natura militare, non offrono infatti alcuna garanzia di continuità operativa: da un giorno all'altro potrebbero infatti essere limitati o disattivati. Galileo potrà funzionare in parallelo con loro, ma anche in modo totalmente indipendente.

Il sistema di navigazione satellitare europeo, ormai pronto al debutto, non ha finora avuto una storia facile: approvato nel 1999, inizialmente il budget doveva essere compreso fra 2,2 e 2,9 miliardi di euro, con un'entrata in servizio prevista per il 2008. I tempi sono raddoppiati ed i costi triplicati, ma nonostante questo aver portato a compimento un progetto di questa portata è comunque un traguardo notevole, che porterà grandissimi vantaggi ai paesi dell'Unione.