Adusbef impugna il redditometro: "l'onere della prova non spetta al contribuente"

  | 17.01.2013 19:38 CET

Il nuovo redditometro è ancora al centro della bufera. Secondo l'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari e Finanziari (ADUSBEF) l'onere della prova non spetta al contribuente; per questo ha dichiarato oggi che si rivolgerà ai propri legali per impugnare in tutte le sedi il decreto ministeriale. La decisione arriva nonostante l'incontro di ieri tra Mario Monti e il Presidente dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, in seguito alle recenti affermazioni del Premier sul nuovo strumento del Fisco.

Secondo il Presidente di ADUSBEF, Elio Iannutti, "il nuovo redditometro (sconfessato di recente dallo stesso Presidente Monti), varato alla vigilia di Natale in palese violazione degli art 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l'onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all'amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali, non c'entra nulla con la lotta all'evasione, somiglia invece ad uno strumento coercitivo teso a terrorizzare i contribuenti onesti piuttosto che gli evasori".

L'onere della prova per i contribuenti è considerata da ADUSBEF un'ulteriore "vessazione", considerato che l'Agenzia delle Entrate dispone già delle informazioni necessarie grazie al controllo dei conti correnti bancari e postali in vigore dal primo gennaio di quest'anno, e al suo sistema informatico, in grado di incrociare dati dichiarati e spese effettivamente sostenute con gli stessi conti correnti bancari.

Iannutti richiama infine la sentenza della Cassazione numero 23554 del 2012, depositata il 20 dicembre, nella quale si stabilisce che "è il Fisco a dover provare l'incoerenza del reddito in ordine alla presunzione semplice dell'accertamento sintetico, essendo lo stesso redditometro uno strumento di accertamento sintetico che permette al Fisco di formulare solo una presunzione semplice, non una presunzione legale, e quindi non può scaricare l'onere della prova sulle spalle del contribuente. Non è il contribuente a doversi difendere sulla base dell'accertamento da redditometro ,come stabilito dalla nuova legge, ma è il Fisco a dover provare l'incompatibilità del reddito dichiarato con spese effettuate e tenore di vita".

 

 

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