Agcom, riequilibrare presenza politica nei telegiornali

di 10.01.2013 18:46 CET
Mario Monti
Mario Monti Reuters

"Diffusi squilibri nella presenza delle forze politiche nei telegiornali Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e Sky Italia". Lo ha spiegato oggi l'AGCOM, dopo aver analizzato i dati sul monitoraggio televisivo e radiofonico relativo alle prime due settimane di campagna elettorale (24 dicembre-6 gennaio).

Il consiglio dell'AGCOM, presieduto da Angelo Maria Cardani, ha rivolto "un forte richiamo a tutte le emittenti nazionali affinchè provvedano all'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutti i soggetti politici, assicurando parità di trattamento tra forze politiche analoghe e l'equa rappresentazione di tutte le opinioni nella fase che precede la presentazione delle liste e delle coalizioni".

La nota  rivela, "a titolo non esaustivo", "nei tg della rai: sottopresenza del Pdl rispetto al Pd (tg 3), sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (tg 1 e tg 3), sottopresenza dell'Italia dei Valori, Futuro e Libertà per L'Italia e Lega Nord Padania (tg 1), sottopresenza dell'Udc (tg 3); nei tg del gruppo Mediaset: sottopresenza del Pd rispetto al Pdl (tg 5 e Studio Aperto), sovraesposizione di Futuro e Libertà per l'Italia (tg 4 e Studio Aperto); nei tg di Telecom Italia Media: sottopresenza del Pd rispetto al Pdl (tg la7 e la7 D); nei tg di Sky Italia: sottopresenza di Italia dei Valori, Futuro e Libertà per l'Italia, Lega Nord Padania e UDC (sky tg 24 e testata Cielo) sovraesposizione del Presidente del Consiglio in qualità di soggetto politico (Sky tg 24 e testata Cielo)".

La situazione non è sostenibile anche in considerazione della recente entrata in vigore del regolamento dell'Autorità per le emittenti private (20 dicembre) e di quello approvato dalla Commissione Parlamentare di vigilanza riferito alla Rai.

L'AGCOM conclude che "lo squilibrio rilevato nella fase di avvio della campagna elettorale richiede una netta inversione di tendenza, anche alla luce della piena operatività dei provvedimenti attuativi in materia di par conditio". In caso di mancata ottemperanza al richiamo entro due settimane, l'Autorità "adotterà i conseguenti provvedimenti previsti dalla legge".

 

 

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