Agenzia delle Entrate: le precisazioni per cessazione Partita IVA ed esclusione dal VIES

di 13.06.2017 12:38 CEST
Agenzia delle entrate
Agenzia delle entrate reuters

Con un provvedimento del 12 giugno, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulle modalità di cessazione delle partite IVA e dell’esclusione dal VIES (cioè la banca dati elettronica delle partite IVA) in caso di frodi o operazioni irregolari.

In pratica l’Agenzia spiega che la cessazione del numero identificativo IVA e l’esclusione dal VIES sono legate all’attività di controllo svolta dal Fisco per verificare l’esattezza e la completezza dei dati forniti dai titolari di partita IVA. Ecco le precisazioni circa l’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate.

Controlli periodici sulle partite IVA

L’Agenzia spiega che nei confronti dei titolari di partita IVA il Fisco fa controlli, formali e sostanziali, sull’esattezza e completezza dei dati forniti da tali soggetti per la loro identificazione ai fini IVA con l’obiettivo di individuare i titolari privi dei requisiti chiesti dalla legge per l’attività con partita IVA.

Per questo sono stati fissati criteri di valutazione del rischio:

- elementi di rischio riconducibili al titolare della ditta individuale o al rappresentante legale, agli amministratori e ai soci della persona giuridica titolare della partita IVA;

- elementi di rischio relativi alla tipologia e alle modalità di svolgimento dell’attività operativa, finanziaria, gestionale, nonché ausiliaria da parte del soggetto titolare della partita IVA;

- elementi di rischio relativi alla posizione fiscale del soggetto titolare della partita IVA, con particolare riferimento alle omissioni eo incongruenze nell’adempimento degli obblighi di versamento o dichiarativi;

- elementi di rischio relativi a collegamenti con soggetti direttamente e/o indirettamente coinvolti in fenomeni evasivi o fraudolenti.

Come si svolgono i controlli sulla partite IVA

L’Agenzia delle Entrate specifica anche quali sono le modalità operative per i controlli. L’analisi del rischio sui soggetti titolari di partita IVA è svolta tramite procedure automatizzate che incrociano dati presenti in diverse banche dati.

In alcuni casi il Fisco può svolgere anche controlli sui luoghi di lavoro:

- controlli formali volti a riscontrare la veridicità dei dati dichiarati dal contribuente all’atto della richiesta di attribuzione della partita IVA o della richiesta di adesione al VIES. In questo caso i controlli riguardano soprattutto  l’identità e la reperibilità dell’imprenditore o dell’esercente arti o professioni o del legale rappresentante dell’ente cui si riferisce la partita IVA; l’esistenza dell’attività dichiarata; l’esistenza della sede di esercizio dell’attività.

In questo caso i controlli avvengono entro sei mesi dall’attribuzione della partita IVA o dall’inclusione nel VIES e possono essere ripetuti in caso di cambiamenti significativi dell’attività oppure incoerenze dei dati fiscali presentati.

Cessazione della partita IVA

Nel caso in cui dai controlli emerga che il soggetto titolare di partita IVA sia privo dei requisiti richiesti dalla legge, il Fisco può notificare al contribuente un provvedimento di cessazione della partita IVA indebitamente richiesta o mantenuta. L’atto comporta l’esclusione della stessa dalla banca dati.

Esclusione dal VIES

L’esclusione dal VIES è legata a comportamenti illeciti del titolare della partita IVA. L’Agenzia precisa che nel caso venga constatato che il soggetto, “sebbene in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti” abbia comunque “consapevolmente effettuato operazioni intracomunitarie in un contesto di frode IVA, l’Ufficio, valutata la gravità del comportamento, può notificare un provvedimento di esclusione dell’operatore dalla banca dati”.

Il contribuente escluso dalla banca dati può presentare all’Agenzia delle Entrate una richiesta di inclusione; l’Ufficio, valutate le motivazioni addotte dal contribuente, può procedere alla nuova inclusione nella banca dati, dopo aver verificato che siano state rimosse le irregolarità che avevano generato l’esclusione dal VIES.