Alfa Romeo Stelvio e il "compromesso storico"

Alfa Romeo Stelvio
Alfa Romeo Stelvio REUTERS/Benoit Tessier

Alfa Romeo Stelvio, il nuovo SUV Alfa Romeo, è stato protagonista del "porte aperte" il 25 ed il 26 febbraio presso i concessionari. Ricordiamo che lo Stelvio è stato presentato a novembre in occasione del Salone di Los Angeles, sfrutta la stessa piattaforma dell'Alfa Romeo Giulia e viene costruita nello stabilimento di Cassino. I punti cardini dello Stelvio sono gli stessi della Giulia: guidabilità ai vertici della categoria e l'inconfondibile DNA Alfa Romeo. Basta vedere lo spot televisivo che recita: "dove finisce il SUV inizia Stelvio", per avere ben chiare le intenzioni provocatorie della casa di Arese. Il punto su cui battere è sempre quello: far breccia nel cuore ferito degli alfisti e degli appassionati di auto sportive sottolineando la monotonia dei SUV tedeschi.

Insomma il SUV Stelvio a detta della stessa casa è una vettura molto ambiziosa, del resto si pone l'obiettivo di dare fastidio proprio a quei SUV "monotoni" tedeschi. E quindi perché nel titolo abbiamo scritto: "compromesso storico?". Per avere la risposta a questa domanda è sufficiente salire sullo Stelvio per almeno una volta. Gli interni sono molto curati, bella la pelle della selleria, bello il layout del comandi. E quindi cosa c'è che non va? Basta accendere il sistema di infotelematica, lo stesso presente nella Giulia, per accorgersi della "vera" differenza tra la casa di Arese e la concorrenza tedesca. Sì, stiamo parlando di tecnologia. Se si vuole ambire a presenziare stabilmente il segmento premium non si può prescindere dalla qualità del sistema di intrattenimento. E quello dello Stelvio manca di alcuni elementi che ora sono sempre più richiesti come la possibilità di interfacciarsi con gli smartphone Android o iOS. 

Roberto Fedeli, Chief Technical Officer dell'Alfa Romeo, nel corso di una recente intervista, ha detto che sullo Stelvio arriverà un aggiornamento dell'infotelmatica che aggiungerà la possibilità di utilizzare Android Auto e Apple Car Play. Sempre sul SUV del biscione arriveranno anche i full-LED, altra attuale mancanza. Qualcuno direbbe: meglio tardi che mai. Ma forse il punto non è nemmeno questo.

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Ad Alfa Romeo sembrano però non aver capito il reale andamento del mercato che, specie nei segmenti di lusso, esige qualità, tecnologia e personalizzazione. Tutti elementi attualmente poco presenti nella gamma Alfa. Del resto basta vedere la nuova Range Rover Velar per comprendere pienamente questo concetto. "Si, ok, ma lo Stelvio ha l'albero di trasmissione in fibra di carbonio", sono soliti ricordare gli apicali del Biscione. Ma la domanda è proprio questa: siamo sicuri che al mercato premium importi veramente dell'albero di trasmissione in fibra di carbonio? Siamo proprio sicuri che la guidabilità sia l'unico parametro veramente importante in fase di acquisto? Analizzando l'andamento del mercato sembrerebbe proprio di no. 

I tedeschi lo hanno capito bene e in questi anni si sono fatti furbi curando fino all'inverosimile quello che l'occhio vede e quello che l'utente percepisce. Se si ha la pretesa di dare fastidio al marchi premium tedeschi non si può prescindere da questo. Ecco il ricorso storico: la sensazione di compromesso quando si parla di Alfa Romeo ritorna spesso. Ok la guidabilità ed il feeling con la vettura, ma perché non puntare pure su altri elementi come la tecnologia e la qualità percepita?