Allenare il cervello per una memoria fenomenale: uno studio mostra come fare

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Ci si può allenare a ricordare fino a diventare dei "campioni della memoria" A Health Blog (CC BY-SA 2.0)

Molti probabilmente ignoreranno l'esistenza dei campionati mondiali di memoria, dove delle persone si sfidano mostrando in modo di ricordare ad un livello apparentemente irraggiungibile. L'utilizzo dell'avverbio "apparentemente" non è casuale: se indubbiamente una minima base di attitudine mnemonica è necessaria, un nuovo studio mostra come chiunque possa allenare la propria memoria e portarla al livello dei "campioni" di questo settore, pur partendo da un livello molto basso.

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"Una buona memoria è qualcosa che si può apprendere e per la quale ci si può allenare", spiega Martin Dresler dell'università Radboud di Nimega (Olanda), primo autore del paper pubblicato su Neuron.

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Per arrivare a comprendere meglio questo ambito della mente, gli scienziati coinvolti hanno messo a paragone 23 persone comuni, caratterizzate da età, condizione fisica ed intelligenza simili ma con una capacità mnemonica "normale", con 23 campioni della memoria. Stiamo parlando di gente capace di memorizzare in cinque minuti una lista di 100 parole o un numero di 500 cifre, così come di ricordare la disposizione delle carte in un mazzo dopo averla studiata per meno di 30 secondi (no, non è una cosa che riesce a fare solo Dustin Hoffman in Rain Man).

I cervelli dei partecipanti sono stati analizzati tramite risonanza magnetica, sia strutturale che funzionale. Un po' a sorpresa, la prima non ha mostrato significative differenze fra i "campioni" ed i "normali". L'analisi funzionale, che mostra i cambiamenti del flusso sanguigno nel cervello, ha invece rivelato come i maestri della memoria debbano le loro capacità ad alcune connessioni cerebrali apparentemente più attive.

Ed è qui che è nata la domanda che ha mosso i ricercatori: è possibile "allenare" il cervello in modo da permettergli di attivare queste connessioni e migliorare le capacità di memoria? Per poterlo verificare, sono stati coinvolti altri 51 partecipanti, suddivisi in tre gruppi, due dei quali sarebbero stati sottoposti ad allenamenti di due diversi tipi per il miglioramento delle capacità mnemoniche. 

I due metodi di allenamento per la memoria utilizzati sono stati uno a breve termine e l'altro di strategia. Mentre il primo prevede semplicemente di memorizzare delle liste più o meno lunghe, il secondo comprende delle tecniche da affinare per ottenere un significativo potenziamento mnemonico. In particolare, ai partecipanti è stato insegnato ad adoperare la cosiddetta "tecnica dei loci", altrimenti detta "palazzo della memoria".

Si tratta di una tecnica, resa celebre negli ultimi tempi per il fatto di essere stata citata più volte nella serie Sherlock della BBC, nella quale gli elementi di una lista vengono associati a varie parti di un luogo: per poterli ricordare è poi sufficiente muoversi mentalmente all'interno del posto nel quale sono stati conservati i ricordi. Detta così sembra facile, ma si tratta di una tecnica che richiede un notevole allenamento. I risultati sembrano però giustificare lo sforzo.

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I partecipanti che si sono allenati utilizzando la tecnica del palazzo mentale hanno mostrato un miglioramento notevole della loro capacità di memorizzare delle liste di parole. Inizialmente, la media dei partecipanti era fra 26 e 30. Successivamente, quelli che avevano sostenuto un allenamento strategico avevano in media incrementato la propria capacità mnemonica di ulteriori 35 parole; quelli che si erano sottoposti ad un allenamento a breve termine riuscivano a ricordare 11 parole in più mentre, curiosamente, anche quelli che non si erano sottoposti ad allenamento hanno avuto un incremento, seppure di sole 7 parole.

Questi miglioramenti, seppure in misura minore, erano ancora presenti ben 4 mesi dopo i test, ma solamente per quelli che avevano adoperato l'allenamento strategico: "Una volta che si ha familiarità con queste strategie e si conosce come applicarle, si può mantenere alta la propria performance senza molto ulteriore allenamento", spiega Dresler.