Analisi mercati: saranno i titoli delle compagnie tech USA a dare inizio al sell-off estivo?

Apple
Apple REUTERS/Carlos Barria

Questa settimana (quella iniziata il 12 giugno) si è parlato diffusamente del calo del Nasdaq, causato ovviamente dai ribassi di diverse compagnie tecnologiche, comprese quelle a maggiore capitalizzazione di mercato. Anche giganti come Apple, Facebook, Alphabet e Amazon hanno fatto registrare una pesante battuta d’arresto, la più pesante da più di un anno a questa parte.

Il calo per il momento non rappresenta nulla di veramente allarmante, ma l’intensità con cui alcuni titoli sono scesi nella seduta di venerdì (9 giugno) può far pensare che possiamo trovarci di fronte ad una possibile inversione di breve periodo. A innescare le vendite una serie di fattori, dai dubbi riguardo l’economia statunitense ad alcuni downgrade su titoli di società importanti come Apple e Alphabet. Aggiungiamo inoltre che il comparto arriva da un rally importante e prolungato (per alcuni titoli la fase rialzista è iniziata a giugno dello scorso anno e i rialzi hanno, in alcuni casi, superato il 50%) e gli investitori si trovavano a scontare uno scenario decisamente ottimista. Normale quindi che eventi negativi si trasformano in occasioni di prese beneficio, tanto più ora che siamo a ridosso dell’estate e gli investitori si preparano a chiudere parte delle loro posizioni per incassare dei guadagni (i minori volumi di scambio dovrebbero far aumentare la volatilità). Nel corso dei primi mesi del 2017 avevamo del resto consigliato ai nostri lettori di monitorare attentamente il Nasdaq in quanto proprio il settore tech statunitense avrebbe potuto innescare le vendite.

Dobbiamo inoltre tenere presente che molte compagnie tech USA hanno dato segnali di debolezza in questi ultimi mesi: ancora, per il momento nulla di particolarmente allarmante ma colossi come Apple, Facebook e Alphabet stanno dando la sensazione di essere prossimi a saturare i rispettivi mercati in cui operano. Il tutto da mescolarsi con un quadro geopolitico incerto, dove su tutti regna lo scetticismo riguardo la possibilità di Trump di riuscire a governare fino al termine del mandato. Normale quindi che dopo un rally abbastanza impressionante, iniziato proprio a seguito della vittoria di Trump alle elezioni statunitensi, che sui mercati scattino vendite sensibili a seguito di eventi negativi. Quanto i mercati cadranno dipenderà ovviamente dall’entità degli eventi negativi che potrebbero far partire un eventuale sell-off. In tal caso, diamo per scontato che quest’estate ci saranno delle prese di beneficio importanti e che potranno aprirsi delle buono occasioni per rientrare in rientrare sugli indici azionari. Dovremmo però essere bravi a interpretare l’evento negativo, in modo da comprendere se quello che ci troviamo di fronte sono cali passeggeri o se avremo di fronte un autunno molto complicato.

Apple è tra quelle che appare più debole, Tesla regge meglio botta

Per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico, possiamo dire che molti titoli delle grandi compagnie tech che sono state colpite dalle vendite si trovavano a ridosso di soglie psicologiche abbastanza importanti: Google sui 1.000 dollari per azione; Apple e Facebook a 155 dollari per azione; Amazon poco sopra i 1.000 dollari per azione. Possiamo quindi dire che su questi livelli sono individuate delle resistenze importanti, che probabilmente faticheremo a rivedere nel corso di quest’estate.

Tra tutti, il titolo Apple è quello su cui il ribasso è stato più marcato: sul grafico giornaliero vediamo che la trendline ribassista è stata rotta al ribasso e che il titolo si appresta a testare i minimi di aprile intorno ai 140 dollari. L’intensità della candela, supportata tra l’altro da volumi di scambio molto alti, è un segnale che il ribasso potrebbe continuare, almeno nel breve periodo.

Sul grafico settimanale abbiamo messo in evidenza i massimi del 2016, intorno i 120 dollari per azione: attendiamoci in caso di calo estivo un pullback su questi livelli. Sopra i 120 dollari il trend rialzista non verrebbe compromesso, mentre se si andassero a testare i 100 dollari è probabile che il titolo entri in una fase laterale abbastanza prolungata. Sotto i 90 dollari per azione il trend invece diventerebbe ribassista.

Il titolo Google sta invece testando l’EMA a 50 periodi. Sotto questo livello è probabile quanto meno un pullback sui massimi di marzo 2017 e testare quindi la trendline ribassista (intorno ai 875 dollari). In caso di rottura di questa trendline il titolo dovrebbe quanto meno portarsi sui 750 dollari e solo sotto i 650 il trend inizierebbe a prendere una connotazione ribassista. A livello tecnico considerazioni simili valgono per il titolo Amazon, anche se in questo momento sembra tenere meglio botto rispetto a titoli già citati: in caso di calo il titolo dovrebbe quindi perdere meno rispetto ad Apple e Google (anche alla luce della recente acquisizione della catena Whole Foods, che dovrebbe consentire alla compagnia di guadagnare importanti posizioni di mercato anche nel settore alimentare).

Altro titolo che appare ancora in forma è Tesla, anche se qui parliamo di un mercato molto particolare che fa quasi storia a sé. Più che le vendite delle Tesla sarà importante monitorare i fattori di contesto, come ad esempio il mercato delle batterie auto e quello del petrolio. Le tensioni del Golfo, unite a cattive notizie provenienti dal prossimo meeting OPEC, potrebbero inaugurare un lungo periodo di petrolio a basso costo, cosa che allontanerebbe non di poco l’ingresso dell’auto elettrica nel mercato di massa. Ad ogni modo, in caso di ribasso attendiamoci quanto meno un pullback intorno ai 330 dollari per azione, e qualora la trendline rialzista dovesse essere rotta il titolo inizierebbe ad avere un andamento laterale.

Infine, anche Facebook e Microsoft hanno dato segnali debolezza in occasione di questo mini sell-off pre-estivo: per Facebook i cali si farebbero più ampi sotto i 144 dollari, mentre per Microsoft da monitorare pima i 68 dollari e poi i 67 dollari per azione. Sotto questo livello ci sarebbe strada libera che permetterebbe al ribasso di continuare.