Anarchia - La notte del giudizio: recensione

di 25.07.2014 13:57 CEST
Anarchia La notte del giudizio
Un'immagine da Anarchia La notte del giudizio Universal Pictures

E se per una notte l'omicidio diventasse legale? Anarchia - La notte del giudizio è la seconda risposta in film a questa ipotesi distopica. Il sequel de La notte del giudizio torna in sala a quasi un anno esatto dall'uscita del capostipite. USA, 2023, I nuovi padri fondatori statunitensi hanno stabilito la Notte del Giudizio: dodici ore in cui i reati sono depenalizzati, compreso l'omicidio, ospedali e commissariati di Polizia in quelle ore sono inattivi. Un mezzo che secondo il nuovo Governo a stelle strisce serve a ridurre i crimini perché permette di sfogare gli istinti più sanguinosi in poche ore e dunque, di conseguenza, consentirebbe la tranquillità nei restanti 364 giorni l'anno. Per chi non vuole partecipare alla carneficina, resta la soluzione di barricarsi in casa ma non tutti hanno i mezzi per farlo. In questa notte, tra la giungla d'asfalto e piombo restano intrappolati una coppia di fidanzati con auto in panne (Zack Gilford; Kiele Sanchez), una madre e una figlia (Carmen Ejogo; Zoe Souk), tutti guidati da Leo (Frank Grillo), un padre che ha deciso di vendicarsi dell'assassino di suo figlio approfittando dell'omicidio legalizzato permesso dai nuovi padri fondatori.

Diretto di nuovo da James DeMonaco riducendo ancor di più le star nel cast, Anarchia la notte del Giudizio è una sorta di film controcampo del precedente pur se spostato di un anno e con nuovi attori. Mentre nel primo il punto i vista era quello di una casa assaltata (una sorta di home invasion) stavolta l'azione è tutta per strada anche se la parentesi domestica rimarrà impressa. I malcapitati si muovono come soldati, mai addestrati, e buttati in prima linea. Basterebbe questa ipotesi a generare azione e tensione, ma anche in Anarchia - La notte del Giudizio, come nel precedente, a vincere è l'idea di sceneggiatura e le implicazioni sociopolitiche ancora più accentuate.

DeMonaco occhio e penna del film prodotto da Jason Blum e Michael Bay, su una solida base di cinema carpenteriano e romeriano, disegna il film ancora sulla lotta di classe, lotta in senso anche stretto. La notte del giudizio viene suggerita come un espediente per liberarsi di criminali e chi non ha mezzi per difendersi, i poveri,è destinato a soccombere per mano di altoborghesi facoltosi che si divertono a uccidere chi appartiene al "ceto" più bassio in giochi sanguinosi che ricordano le dinamiche di Hostel e Saw. Pur se assolutamente non splatter come questi due horror, Anarchia, è basato su una profonda idea morale e politica che ipotizza distopicamente gli Stati Uniti del futuro un paese "profittocentrico" dove gli uguali sono solo quelli che hanno gli stessi soldi. Stavolta però si aggiunge alla lotta una frangia armata guidata dal leader Carmelo che ha deciso di combattere i ricchi con mitra e guerriglia.

Scarsissima la profondità dei personaggi ma la gerarchia espressiva del film subordina tutto alla sceneggiatura mantenendo una regia scattante e ordinaria. In ogni caso, Anarchia - La notte del Giudizio resta un validissimo film per l'estate e non solo, perché potrebbe competere anche nell'alta stagione. Al di là delle ipotesi distributive, lo spettatore vedrà un film di tensione e riflessione.