Ancora problemi per l'amministrazione Trump: Bufera su Jeff Sessions per insulti razzisti e contatti con i russi

di 03.03.2017 9:01 CET
Jeff Sessions
Jeff Sessions è stato nominato procuratore generale degli Stati Uniti il 9 febbraio 2017. Win McNamee/Getty Images

I riflettori sono tutti puntati nuovamente sul procuratore generale Jeff Sessions, dopo che il governo degli Stati Uniti ha confermato che proprio Sessions ha incontrato per due volte l'ambasciatore russo nel corso della campagna presidenziale di Donald Trump.

SEGUICI SU FACEBOOK 

Nella sua audizione di gennaio Session aveva affermato sotto giuramento di non aver mai avuto alcun contatto con i funzionari russi durante la campagna per la Casa Bianca.

I membri anziani del Partito Democratico hanno invocato le dimissioni di Sessions, ma non è la prima polemica che aleggia sul procuratore generale. È stato il primo senatore a sostenere Trump, professa politiche anti-immigrazione, anti-aborto e si è sempre detto scettico sulla teoria circa i cambiamenti climatici. Dal 1980 la sua carriera è costellata da accuse di razzismo e intolleranza. Nel 1986 Ronald Reagan nominò Sessions, all'epoca procuratore distrettuale degli Stati Uniti, giudice federale, nomina negatagli dalla commissione del Senato per la sua presunta vena razzista.

Gli insulti razzisti

Nel novembre 1981 Sessions, allora funzionario del Partito Repubblicano e procuratore federale, secondo il Guardian fu accusato di aver chiamato “negro” un funzionario dell'Alabama. Ha sempre negato le accuse, sostenendo la sua estraneità anche nel corso di un'audizione al Senato all'epoca della nomina di Reagan che lo voleva giudice federale.

Sessions ha sempre sostenuto che non ci fossero funzionari afroamericani nello Stato dell'Alabama, almeno all'epoca, ma Douglas Wicks nel 1980 divenne il primo afroamericano ad essere eletto alla Mobile County Commission, un anno prima del presunto commento razzista di Sessions.

I diritti civili sono anti-americani

Dopo una sua deposizione al Congresso del 1986 Sessions fu criticato per essersi riferito all'American Civil Liberties Union (ACLU) e alla National Assotiation for the Advancement of Colored People (NAACP) come associazioni “anti-americane” che “cercano di ficcare i diritti civili in gola alla gente”.

Lo scherzo sul Ku Klux Klan

Nel corso della stessa udienza i legislatori ascoltarono anche una battuta di Sessions sul Ku Klux Klan: “Ho pensato che quei ragazzi erano ok fino a quando ho capito che fumavano erba” dichiarò. La battuta in origine fu pronunciata durante l'indagine sull'omicidio dell'afroamericano Michael Donald nel 1981, picchiato e ucciso da appartenenti al Ku Klux Klan.

Thomas Figures, un assistente al procuratore generale degli Stati Uniti che ha lavorato con Sessions, ha testimoniato che Sessions ha più volte fatto riferimento a lui come “il ragazzo”, avvertendolo anche di “stare attento a ciò che dici alla gente bianca”.

Sessions ha negato alla Commissione di aver mai chiamato il legale “ragazzo” ma ha confermato di avergli detto di essere cauto quando parla con “la gente”.

Lo scandalo palpeggiamenti

Dopo la pubblicazione di un nastro, nell'ottobre 2016, nel quale Trump si vantava di afferrare le donne “per la figa” - il Presidente Eletto liquidò la cosa come chiacchiere da spogliatoio – i sostenitori di Trump hanno fatto di tutto per chiudere le polemiche. Parlando al Weekly Standard Sessions ha detto di “non sapere cosa volesse dire” quando Trump dice di poter avere tutte le donne che vuole perché famoso.

“Non lo interpreto come una violenza sessuale” ha detto Sessions: “Penso sia carattere. Non ho idea di che cosa volesse dire”. Sessions ha tuttavia cambiato idea a gennaio, quando ha affermato che afferrare una donna per i genitali è “chiaramente” una violenza.

Guantanamo

Sessions ha chiesto più volte di non chiudere la prigione di Guantanamo Bay e ha messo in dubbio il fatto che i sospetti di terrorismo abbiano il diritto di essere giudicati in tribunali civili. Durante l'audizione di conferma lo scorso gennaio ha detto che il carcere “è perfetto per” detenere i prigionieri “in ottime condizioni” aggiungendo infine che si tratta di “un luogo sicuro”.