APE volontaria: che fine ha fatto la pensione anticipata? Ecco le ultime novità su tempi, requisiti e costi

di 08.05.2017 16:00 CEST
Anziani
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Come previsto, l’APE volontaria, l’anticipo pensionistico per coloro che vogliono andare in pensione anticipata, non è ancora attiva. Non solo. Il rischio flop per l'operazione sull'APE volontaria è sempre più alto: i decreti attuativi per l'attivazione della pensione anticipata sono bloccati al Consiglio di Stato e quindi l'INPS non può aprire il canale per raccogliere le domande. 

Lo strumento per la pensione anticipata di dipendenti pubblici e privati che vogliono lasciare il lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima farà il suo debutto quando il decreto per l’applicazione dell’APE volontaria sarà finalmente approvato, ma tutti i tempi rischiano di slittare. 

Per il momento sono entrati in vigore soltanto il decreto per l’APE sociale e quello che disciplina la pensione anticipata per i dipendenti che svolgono lavori usuranti. 

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APE volontaria sulla via del flop


L'APE volontaria è sulla strada del flop. Il Governo in forte ritardo sulla tabella di marcia ha inviato soltanto a marzo al Consiglio di Stato il decreto della presidenza del consiglio dei ministri con il regolamento per l'applicazione dell'APE. Ai ritardi si aggiunge il fatto che secondo la Corte alcune parti del regolamento sono illegittime. In particolare, il Consiglio boccia l'apertura dell'APE volontaria ad alcune categorie di lavoratori che non hanno i requisiti per l'indennità di disoccupazione: ma tale ampliamento si può fare solo cambiando la legge e non con un regolamento.

Il decreto quindi è fermo in attesa che il Governo faccia le dovute modifiche, ma intanto i tempi per l'entrata in vigore dell'APE diventano un rebus. Secondo indiscrezioni l'operazione per la pensione anticipata potrebbe slittare a luglio. In quel caso però sarebbe un pasticcio: la presentazione della domanda slitta dal 30 giugno previsto a metà fine e luglio. Così però saltano anche i termini per la graduatoria che l'INPS dovrebbe pubblicare entro il 30 settembre indicando la lista dei lavoratori aventi diritto in base ai 300 milioni disponibili. 

I requisiti per andare in pensione con l’APE


L’APE volontaria si rivolge ai dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata che decidono di andare in pensione anticipata rispetto ai requisiti richiesti della riforma delle pensioni Fornero. Sono esclusi dall’APE volontaria i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

L’APE – sia sociale che volontaria – si rivolge ai lavoratori con più di 63 anni che potranno andare in pensione anticipata fino a 3 anni e 7 mesi di anticipo. Si tratta di una misura sperimentale che, ad oggi, prevede di chiudersi alla fine del 2018.

Per andare in pensione anticipata con l’APE sono richiesti i seguenti requisiti:

- compimento di 63 anni di età;

- maturazione di 20 anni di contributi;

- diritto alla pensione di vecchiaia da maturare entro tre anni e sette mesi;

- importo della futura pensione mensile al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’AGO;

- non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Da precisare che per ottenere la pensione anticipata tramite l’APE volontaria non è necessario interrompere l'attività lavorativa.

Al contrario saranno esclusi dall’accesso all’APE volontaria coloro:

- che avranno una pensione di importo inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, cioè 702 euro, al netto della rata di rimborso per l’APE volontaria;

- con rate per la restituzione dell’ape volontaria e di altri addebiti (cessione del quinto, rimborsi di prestiti) che superano il 30% della pensione;

- che hanno esposizioni creditizie scadute o non pagate con ritardi di 90 giorni;

- che risultano cattivi pagatori;

- con pignoramenti in corso o altre procedure legate a vecchi debiti;

- con protesti a carico.

Come funziona l’APE volontaria


L’APE volontaria è un vero e proprio prestito che il lavoratore chiede ad una banca per mantenersi nel periodo che manca per maturare il diritto alla pensione.

Per ottenere l’APE volontaria il lavoratore interessato, o gli intermediari autorizzati, devono presentare all'INPS domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. Il servizio online per la presentazione della domanda sarà attivato appena entrerà in vigore il decreto attuativo.

L’APE social prevede diverse ipotesi di anticipo pensionistico:

- anticipo massimo del 90% della pensione maturata al momento della richiesta di APE volontaria se manca un anno all’età pensionabile;

- anticipo all’85% della pensione se l’APE da 12 a 24 mesi;

- all’80% della pensione da 24 a 36 mesi;

- al 75% della pensione fino a 43 mesi di anticipo.

Quanto costerà l’APE


La differenza tra APE volontaria e APE sociale è che la prima è totalmente a carico del lavoratore che vuole andare in pensione anticipata. I costi che dovrà sostenere sono legati agli interessi chiesti dalla banca per il prestito pensionistico (TAN intorno al 2,8%), un’assicurazione contro il rischio premorienza (32%) e una commissione per l’accesso al Fondo di garanzia (1,6%). La restituzione dell’APE, nei 20 anni successivi al pensionamento, potrà beneficiare della detrazione del 50% per quanto riguarda i costi di interessi e assicurazione.

Secondo indiscrezioni il decreto dovrebbe contenere anche una clausola di garanzia nel caso in cui nel 2019 si innalzi l’aspettativa di vita e aumentino i requisiti di età per andare in pensione di vecchiaia: in quel caso si allungherà anche il periodo di percezione dell’APE.