Apple ha perso contro Microsoft maltrattando Mac Pro e i professionisti

Mac Pro
Il design del 2013 era avveniristico, audace e potente. Ora è solo un design di tre anni fa. Peggio ancora, l'hardware è rimasto invariato APPLE

I computer Mac non sono più il riferimento desktop e Apple sta pagando caro questa nuova strategia: Windows 10 sta crescendo regolarmente e Microsoft sta commercializzando hardware di alto livello. Colpa di un pessimo ritmo di aggiornamento dei suoi computer Mac portabandiera: iMac e Mac Pro. Quest'ultimo non viene aggiornato dal 2013 eppure viene ancora venduto a prezzi assurdi: da 3.449 euro. Nemmeno il lieve aggiornamento annunciato ieri 4 aprile, che migliora leggermente processore e scheda grafica, cambia la situazione.

IL NUOVO MAC PRO? SOLO NEL 2018

Lo ha ammesso anche la casa di Cupertino stessa quando Craig Federighi, vice presidente senior del reparto software, ha parlato ai giornalisti relativamente a Mac Pro e al "suicidio" commesso da Apple quando ne ha ideato il design: "Ci siamo messi da soli in un angolo termico se volete definirlo così. È diventato molto difficile correggere il tiro". Ciò a cui fa riferimento Federighi è l'impossibilità per gli utenti finali di aggiornare l'hardware di Mac Pro.

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Il suo design cilindrico sfrutta un particolare sistema di gestione del calore. La bellezza del suo design ha forzato l'azienda a fare un'altra scelta: togliere ogni possibilità di modificare il processore o la scheda grafica. Considerato che Mac Pro include hardware del 2013, quattro anni dopo è ancora un bellissimo computer, ma una scelta decisamente meno consigliata per i professionisti che hanno bisogno delle massime prestazioni. Ossia il pubblico a cui si riferisce un dispositivo di questo tipo.

All'epoca, Apple fu così sicura del risultato ottenuto che il vicepresidente per il product marketing a livello mondiale Phil Schiller, durante la presentazione, disse "col cavolo che non possiamo più innovare" (più o meno).

Per l'edizione aggiornata, che Apple promette correggerà il tiro per assicurare un design più flessibile, bisognerà comunque aspettare il 2018. "Stiamo completando ripensando il Mac Pro. Dato che Mac Pro è un sistema modulare (ossia che permette di sostituire i vari componenti, ndr), stiamo lavorando anche a uno schermo professionale. Un team ci sta lavorando duramente proprio ora". 

"L'attuale Mac Pro - ha continuato Schiller - è stato limitato termicamente e ci ha impedito di aggiornarlo. Perciò, siamo dispiaciuti di aver deluso i consumatori che volevano farlo". Questa è la cosa più vicina a una scusa che avrete da Apple.

Nel 2017 però arriverà un altro dei "grandi desktop" che l'azienda californiana aveva promesso: iMac. Sappiamo la prima cosa che non avrà: uno schermo touch. Schiller è stato molto chiaro a riguardo, sottolineando che "non è neanche registrato nella lista delle cose che gli utenti professionali sono interessati a discutere. Sono interessati in cose come prestazioni, memoria ed espandibilità". D'altronde, Apple è la stessa azienda che, pur di mantenere fede a questo mantra, ha integrato una Touch Bar nei MacBook Pro 2016 anziché uno schermo touch. Va detto che diversamente da Windows 10, macOS non è pensato in nessun modo per usufruire delle potenzialità di uno schermo touch. Per quello ci sono iPhone e iPad (almeno secondo la filosofia "cupertiniana").

INTANTO WINDOWS 10 VOLA

La strategia commerciale di Apple per il desktop è ovviamente mirata alla fascia alta (pure altissima). Ciò ha un principale svantaggio: non abbraccerà mai davvero "la massa". E così, la società ha confermato quanto già sapevamo: macOS è notevolmente più piccolo di Windows 10. Ora sappiamo di quanto. Nello specifico, Schiller ha parlato di 100 milioni di utenti (numero che non include soltanto l'ultima versione Sierra); Windows 10 a confronto, secondo i dati dello scorso settembre, è installato su 400 milioni di dispositivi (inclusi smartphone e Xbox One), numero che probabilmente è più alto a oltre sei mesi di distanza.

Windows vs Mac Windows è installato su più di nove PC su dieci. Mac e Linux si dividono le briciole  NETMARKETSHARE

Il risultato di approcci molto diversi. D'altronde, Microsoft ha raggiunto questo risultato grazie al contributo di tanti produttori. Secondo i dati di Gartner del trimestre di dicembre 2016, i primi tre produttori al mondo, ossia Lenovo, HP e Dell, hanno distribuito 39 milioni di dispositivi desktop (tablet, notebook o computer fissi) contro i 5,4 milioni di Mac spediti da Apple. 

E se quando si parla di iPhone la grandezza di Android in confronto a iOS deve scontrarsi con il mare di profitti che Apple raccoglie da sola, altrettanto non è per il mercato computer. Nel trimestre di dicembre 2016, Apple ha generato 7,24 miliardi di dollari dai suoi computer. Gli oltre 15 milioni di dispositivi desktop distribuiti da Lenovo hanno invece generato 8,6 miliardi di dollari; i 14 milioni di dispositivi hanno consegnato a HP 8,22 miliardi di dollari. Dell è una società privata e quindi non abbiamo un bilancio disponibile online.

Apple L'andamento dei profitti hardware di Apple negli ultimi otto trimestri  IBTIMES ITALIA

L'HARDWARE DI MICROSOFT

La battaglia che più di tutte Apple sta perdendo è generare "l'effetto wow" con i suoi dispositivi, specialmente contro Microsoft. La gamma Surface, che recentemente ha accolto il primo PC all in one Surface Studio, è un esempio lampante della creatività che l'azienda di Redmond ha proposto negli ultimi anni. E se Surface Studio viene ben accolto dalla critica, Surface Pro 4 viene preso da esempio per i tablet 2 in 1 Windows e Surface Book è uno dei portatili preferiti, i MacBook Pro 2016 hanno ricevuto recensioni più modeste, a causa principalmente di decisioni molto rigide di Apple rispetto al passato, come l'abbandono della porta MagSage o di uno slot per le schede SD.

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Ciononostante, il calo della creatività non ha inciso sui profitti di Apple. Anzi, l'avvento della nuova generazione di MacBook Pro 2016, sebbene controversa, ha fatto registrare un miglioramento nel fatturato del 7% rispetto all'anno prima e del 26% rispetto al trimestre precedente. Ciò significa che quando la casa di Cupertino rinnova la sua gamma desktop, l'interesse nei consumatori, specialmente quelli più affezionati al marchio, è tangibile. La sua politica però è ormai fortemente mobile e ciò è chiaramente visibile da come ha (mal)trattato Mac Pro negli ultimi anni. E passerà un altro anno prima che il più importante dispositivo di Apple per i professionisti venga aggiornato. Ancora di più se la presentazione avverrà nell'autunno 2018 e non nella primavera.

Nel frattempo, Microsoft lancerà Surface Pro 5 e Surface Book 2; Dell ha rinnovato il suo eccezionale portatile XPS 13 e gli altri produttori Windows 10 lanceranno sul mercato prodotti di grande richiamo commerciale, forte della versatilità del sistema operativo che permette di realizzare dispositivi 2 in 1 molto interessanti. 

La presenza di Windows 10 è destinata ad aumentare, anche a danno del pubblico di riferimento di Apple: sviluppatori, artisti e professionisti tutti, che in molti casi si stanno spostando verso la piattaforma di Microsoft. Pensiamo anche alla realtà virtuale di Oculus Rift o HTC Vive: nessun computer Apple la supporta semplicemente perché non ce n'è uno abbastanza potente e recente.

Sul desktop, insomma, l'azienda californiana ha lasciato molto a desiderare negli ultimi tempi. E l'avvento di iMac quest'anno (ma senza schermo touch) e di Mac Pro nel 2018 potrebbe essere troppo poco e troppo tardi per recuperare il terreno perso.

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