Arriva El Niño: produzione di caffè a rischio e prezzi in rialzo. Colpiti anche cacao, cereali e olio di palma

Caffè espresso
Caffè espresso Wikimedia Commons

El Niño mette seriamente in pericolo le colture di caffè in tutto il mondo e rischia di causare, nel 2016, un forte rialzo dei prezzi. Ogni giorno nel mondo si bevono due miliardi di tazzine di caffè, ma nel 2016 la nostra tazzina quotidiana è messa a rischio da fattori climatici e macroeconomici. Ma el Niño non rappresenta una minaccia soltanto per il caffè. L’Optional Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l'organizzazione responsabile dell'individuazione dei fenomeni meteorologici globali, prevede una probabilità superiore al 90% che El Niño continuerà a farsi sentire per tutto l’inverno 2015-2016 mettendo in pericolo anche gli approvvigionamenti di cereali, cacao e olio di palma.

El Niño minaccia il caffè: produttori in ginocchio e prezzi in rialzo

El Niño secondo gli esperti porterà una grave siccità in Brasile, il più grande produttore di caffè del mondo, in Colombia, il secondo, e in Indonesia, il produttore numero tre al mondo. El Nino è un fenomeno atmosferico che porta aria più calda del solito provocando lunghi periodi di siccità. Nel 2015 l'Organizzazione meteorologica mondiale ha stimato l’effetto del Niño in una percentuale di pioggia del 12% più bassa della media stagionale. Una forte presenza del Niño, oltre a comportare il maggior rischio di incendi e favorire la diffusione di malattie come la malaria, condiziona anche il raccolto e di conseguenza i prezzi di molte materie prime in tutto il mondo.

Il Brasile sta vivendo un periodo di forte siccità, il più intenso da quando, 80 anni fa, è iniziata la produzione di caffè. Secondo la Reuters, infatti, i futures ICE Benchmark per il caffè di qualità robusta hanno raggiunto il costo di 1.856 dollari per tonnellata a causa delle preoccupazioni sulle forniture diminuite per la siccità.

La situazione non è migliore in Indonesia, il terzo più grande produttore di caffè di qualità robusta al mondo. Qui la produzione potrebbe scendere da 6,7 milioni di sacchi da 132 sterline a 5,8-6 milioni di sacchi l'anno prossimo, a seconda dell’intensità con cui el Niño colpirà le colture di caffè. Il crollo della produzione – spiegano le associazioni di esportatori di caffè – comporta necessariamente un picco del costo del caffè fino al suo raddoppio per alcune qualità come per esempio la robusta, una delle più richieste.

Situazione simile anche in Colombia dove la siccità provocata dal Niño minaccia la salute del raccolto del caffè per la stagione 2015-2016, mentre le condizione di lavoro sfavorevoli comportano il rischio che i chicci vengano lasciati a rovinarsi sulle piante. Nel mese di ottobre 2015, il prezzo dei futures del caffè sono caduti al minimo degli ultimi 7 mesi dopo che i coltivatori colombiani hanno annunciato di allentare le restrizioni sulle esportazioni per aiutare gli agricoltori più in difficoltà a causa del Niño. Le proiezioni annunciate nel mese di ottobre hanno visto la produzione colombiana di caffè in calo del 18% nella seconda metà dell'anno. Roberto Velez, il capo della Federazione colombiana coltivatori di caffè, sostiene che il Niño influenzarà non soltanto la quantità del raccolto, ma anche la qualità del chicco di caffè. In Colombia la siccità imperversa dall’inizio del 2015 e il caldo è previsto in aumento nei prossimi mesi. La carenza d'acqua relativa al fenomeno meteorologico ha spinto alcuni produttori di caffè a chiedere lo stato di emergenza nazionale.

“Va avanti da quasi sei mesi, e si prevede che sarà così per altri cinque mesi. Sarebbe la rovina degli agricoltori di questa regione” dichiara Raul Fajardo, un coltivatore nel sud-ovest dello stato di Nariño, ha detto a Colombia Reports. “Noi agricoltori siamo nella disperazione totale”, ha detto Fajardo, che teme per il suo raccolto che “sta per andare perso”.

Non solo caffè: il Niño minaccia anche cacao, olio di palma e cereali

Il caffè è uno dei prodotti più venduti a amati in tutto il mondo, ma è non l’unico a dover subire le conseguenze dell’abbattersi del Niño. Secondo un rapporto Loomis-Sayles a causa della siccità sono in pericolo anche il cacao, altra materia prima utilizzata in tutto il mondo, i cereali e l’olio di palma.

Stati Uniti e Australia rappresentano circa il 30% delle esportazioni globali di grano e la forte siccità causata dal Niño può intaccare l’approvvigionamento di cereali e il loro prezzo sul mercato mondiale. Una pressione al rialzo sui prezzi – secondo il rapporto – è prevedibile anche sul cacao: nel mese di settembre si è già registrato un rialzo di circa l’8%. Anche l’olio di palma ha registrato un rimbalzo del prezzo di crca il 27% dovuto all’intensificarsi del Niño nel mese di settembre. Indonesia e Malesia insieme forniscono l’80% dell’offerta mondiale dell’olio di palma utilizzato in moltissimi prodotti alimentari e non solo.