IBTimes Art #50: la lezione di Fernando Botero

La lezione di Fernando Botero
di l.cameli@ibtimes.com 06.11.2016 15:41 CET
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Madre afligida Fernando Botero

Il nostro appuntamento settimanale di Arte è arrivato al numero #50. Ogni volta abbiamo mostrato 5 artisti valutandoli nella loro espressione, innovazione e qualità. Fotografi, sculturi, pittori e visionari sono posti costantemente alla nostra attenzione, perché "l'arte pone molte domande, dona molte risposte e mostra infinite riflessioni."

Tra tutti gli artisti contemporanei che abbiamo promosso alcuni restano tra i migliori, come Kyle Thompson, Brooke Shaden, Eric Lacombe, Flòra Borsi, Zaria Forman, Jeremy Mann, Françoise Nielly e Iggy Perrelli.

Ma essere bravi e affermati artisti non vuol dire essere migliori di altri e competere necessariamente con loro, ma significa essere unici nella propria essenza. Il gusto è un effetto personale dove la poesia arriva istintiva e incantata.

Per questo speciale appuntamento che segna 50 settimane insieme alla scoperta e promozioni di artisti (abbiamo anche ricordato molti grandi pittori e fotografi) vogliamo farvi conoscere e spiegarvi la lezione di Fernando Botero, figura importante nell'arte.

Forse i suoi quadri e le sue sculture non urlano troppo nel loro silenzio, imperfezione e freddezza ma di certo lo stile nella visione passata di Botero ha catturato ciò che presenta e rappresenta oggi la nostra società. Molti si chiederanno per quale motivo dovrebbero essere dei capolavori figure obese in contesti importanti. Forse per lo stesso motivo per cui i baffi e ciglia folte femminili di Frida Kahlo sono diventati un culto (senza alcuna plausibile ragione).

Botero gioca un'asimmetrica danza tra il contrasto di corpi, movimenti e interpretazioni, determinando una bellezza sfuggente, reale e spesso priva di vera emozione. Rappresentare questa cruda verità vuol dire dimostrare che la morale di un simbolismo astratto non esiste più. La vera intenzione e attenzione artistica è diventata una risorsa audace e diretta. Cosa vuol dire?

Botero con le sue sculture e pitture pone i suoi grandi corpi in contesti semplici e non, e rappresenta tutto con una inesistente esplorazione di sensi. Sguardi assenti, tocchi superficiali e nessun suono. Le azioni sono solo ferme abitudini in decadenti rituali.

Ogni linea è una conferma che il piacere è un avvertimento personale e spesso non capiamo il motivo per cui siamo attratti a qualcosa o a qualcuno. La forma si dilata nel vuoto dello spazio e diventa ciò che intende animare. Botero non vede miseri personaggi ma corpose esposizioni nella bellezza più insolita e irreale.

Il tempo che ogni sua opera presenta si sistema sulla scena in modi diversi, mentre ogni cosa accade, si definisce e rimane immobile. La paura, la violenza, la disperazione, la solitudine, la felicità, l'amore, non sono un ritmo ma una grande distanza, il peso della vita. I colori si fanno gli unici elementi in grado di trasmettere significato, senza ombre e dubbi.

La lezione di Botero è questa: se riuscite a creare con febbrilità e costanza l'imperfezione capirete che l'arte non è maestra del bello e assoluto ma solo uno spettatore dell'ignoto.