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17.08.2011 17:55 CEST

La proposta Merkel-Sarkozy di tassare le transazioni finanziare riceve il no delle banche tedesche, del ministro delle Finanze irlandese e anche della Deutsche Börse. Tutti liquidano la proposta franco-tedesca come inefficace a riportare la stabilità sui mercati finanziari. Questo mentre gli investitori continuano a vendere i titoli delle società-mercato delle maggiori piazze europee che arrivano a perdere otto punti percentuali dopo la notizia. 

Reuters
Il Presidente francese Sarzozy , e il Cancelliere tedesco Merkel ad una conferenza a Parigi

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Sotto la pressione internazionale di riportare la calma sui mercati il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno annunciato questo piano di tassazione delle transazioni finanziarie, anche noto sinteticamente come Tobin tax dal nome del primo proponente nel tempo, l'economista James Tobin.

Il gestore della borsa di Francoforte, Deutsche Börse ha detto della misura che sarebbe incapace di aumentare l'integrità e la sicurezza dei mercati finanziari e che creerebbe solo un incentivo per spostare le transazioni su piattaforme dove la tassa non è applicabile. Lse e Nyse Euronext non hanno voluto commentare.

Le azioni NYSE Euronext sono arrivate a perdere l'8% nelle tarde contrattazioni di ieri mentre oggi Deutsche Boerse ha perso sino al 7% e la concorrente London Stock Exchange ha perso sino a circa il 4%.

Oggetto di discussione anche l'area di applicazione della misura. La associazione delle banche cooperative tedesche ha detto che una tassa di questo tipo non porterebbe stabilità sui mercati se fosse applicata solo alla zona euro. "Nonostante tutti i legittimi sforzi per la stabilizzazione dei mercati, abbiamo la sensazione che una tassa sulle transazioni limitata alla zona euro non sarebbe efficace", ha fatto sapere l'associazione bancaria.

Il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha detto nel giugno scorso che a settembre sarebbe arrivata una proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie per contribuire alla spesa annuale dell'Unione. Alcuni funzionari di Bruxelles a giugno avevano detto che sarebbe stata fissata una aliquota molto bassa che facesse da deterrente all'elusione fiscale, dellordine di grandezza dello 0,01% per le transazioni sui derivati e dello 0,1% per quelle sui bond.

Ieri Merkel e Sarkozy non sono scesi nei dettagli di come funzionerebbe questa tassa che in passato ha visto l'opposizione di alcuni paesi europei e della Banca Centrale Europea. Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha detto in passato che a meno che la tassa non sia introdotta in tutto il mondo, non funzionerebbe.

In passato, l'Unione cristiano democratica tedesca, il partito del cancelliere Merkel, ha sostenuto che la Tobin tax per alcuni o tutti gli stati della zona euro sarebbe stata un buon punto di partenza.

"Dubitiamo che una tassa sulle transazioni finanziarie, specialmente sui prodotti derivati, sarà introdotta nella zona euro, perché danneggerà il settore finanziario dell'area senza però apportare nessun vantaggio", ha detto Christian Muschick, un analista che copre il settore delle società che gestiscono le piazze azionarie per Silvia Quandt Research.

 

 

Critiche arrivano anche dalla associazione delle banche britanniche: "Il governo britannico ha assunto una posizione chiara in merito: una misura del genere sarebbe efficace solo se adottata su scala globale. Altrimenti le conseguenze sarebbero una distorsione dei mercati globali".

Negativo il giudizio della Association for Financial Markets in Europe (AFME), che rappresenta le maggiori banche europee. Secondo l'Afme questa forma di imposizione non farebbe altro che aumentare i costi operativi per un'ampia parte del settore bancario europeo colpendo alla fine la crescita economica.

L'opposizione alla proposta è anche politica ed arriva dai uno dei 17 membri della zona euro. Il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan insiste affinché una tassa sulle transazioni finanziarie venga eventualmente applicata a tutti e 27 i membri dell'Unione Europea e non solo ai 17 della zona euro.

La tassa sulle transazioni o Tobin tax rientra nei desideri mal celati di molti governi da quasi 40 anni. Ma le richieste di ricorrere a questo tipo di misura sono diventate sempre più frequenti col dispiegarsi della crisi finanziaria degli ultimi quattro anni, una crisi che ha obbligato i contribuenti a pagare di tasca propria il salvataggio di grandi gruppi del credito internazionale. Ma il G20 non è mai arrivato ad un accordo principalmente per l'opposizione degli Stati Uniti e di diversi altri paesi come la Gran Bretagna che hanno invece scelto di riversare sui bilanci delle banche il peso del prelievo fiscale.

 

 

Il Presidente francese Sarzozy , e il Cancelliere tedesco Merkel ad una conferenza a Parigi
(Foto: Reuters / Charles Platiau )
Il Presidente francese Sarzozy , e il Cancelliere tedesco Merkel ad una conferenza a Parigi
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