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21.08.2011 15:05 CEST

Un'operazione per evacuare migliaia di lavoratori stranieri bloccati a Tripoli comincerà a giorni e avverrà probabilmente via mare, ha annunciato oggi l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) mentre i ribelli libici stanno continuando a chiudere il cerchio su Tripoli, conquistando un'altra città vicino alla capitale.

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Oggi, intanto, nel corso di una serie di scontri, i ribelli hanno riportato 32 morti tra le loro fila.

Dopo mesi di stallo, la guerra ha preso una svolta in questa settimana con un'avanzata dei ribelli su tutti i fronti e il leader Muammar Gheddafi è sotto pressione come non mai.

Gli aerei Nato hanno bombardato degli obiettivi nella capitale libica nella notte, con diversi edifici ridotti in macerie secondo quanto visto dai giornalisti guidati da alti funzionari libici. La popolazione dell'area circostante ha detto che il complesso apparteneva ad Abdullah al-Senussi, fratellastro di Gheddafi e capo dell'intelligence.

A ovest della capitale, intanto, i ribelli libici hanno guadagnato campo conquistando un'altra città. Hanno così consolidato il controllo dell'autostrada sulla costa, di strategica importanza, che collega la capitale alla Tunisia.

Una folla di diverse centinaia di ribelli e sostenitori ha festeggiato la vittoria nella città di Surman, sventolando le bandiere verdi, nere e rosse dei ribelli.

Ma a Zlitan, città che si trova a est della capitale, 32 ribelli sono stati uccisi nel corso di scontri con soldati leali a Gheddafi.

"Le battaglie sono cominciate nelle prime ore di oggi e i ribelli hanno liberato gran parte di Zlitan", ha detto a Reuters il portavoce Gemal Salem telefonicamente.

"Ora la battaglia si è spostata a ovest di Zlitan. Abbiamo perso 32 ribelli, mentre i feriti sono 150".

PIANO DI EVACUAZIONE

"L'Oim sta lavorando per evacuare un crescente numero di migranti dalla capitale libica, intrappolati a causa deli combattimenti sul fronte occidentale, sempre più vulnerabili e che ora vogliono andarsene", ha detto la portavoce dell'Oim, Jemini Pandya, durante un'informativa alla stampa.

L'avanzata dei ribelli libici ha tagliato le linee di rifornimento dalla Tunisia a Tripoli, roccaforte del governo di Muammar Gheddafi, facendo cadere anche l'opzione di un'evacuazione per via stradale.

Sono oltre 600 mila gli stranieri fuggiti dalla Libia, su circa 1,5-2,5 milioni di stranieri residenti stimati. Per la maggior parte si tratta di lavoratori migranti dall'Africa e dall'Asia.

RIPRESA OPERAZIONI PETROLIFERE DEI RIBELLI

I ribelli hanno preso possesso di diverse raffinerie e potrebbero riprendere la produzione di petrolio in due giacimenti con capacità totale di circa 250.000 barili al giorno entro circa tre settimane, dopo la messa in sicurezza.

"I nostri giacimenti sono in manutenzione e stiamo aspettando le garanzie sulla sicurezza", ha detto a Reuters Abdeljalil Mayouf, responsabile delle informazioni per la società petrolifera Agoco (Arabian Gulf Oil Company), che opera nei giacimenti di Sarir e Mesla.

"Quando la sicurezza sarà garantita cominceremo. Forse dopo due o tre settimane dai miglioramenti della sicurezza. Forse in tre settimane", ha aggiunto il dirigente.

 

 

Ribelli libici esultano dopo aver conquistato una città sulla costa.
(Foto: Reuters / )
Ribelli libici esultano dopo aver conquistato una città sulla costa.
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