Un testimone, che ha partecipato alla manifestazione di Sabato a Roma e desidera rimanere anonimo, esprime un'opinione derivante dalla sua diretta esperienza.
"Non sono nemmeno riuscito ad entrarci, in Piazza S.Giovanni. Ho parcheggiato l'auto in via Castrense, e appena ho sentito le esplosioni e ho visto fumogeni e cariche della polizia sono tornato indietro, e mi sono chiuso in macchina. A quel punto ho notato una scena curiosa: un black bloc, che doveva essere stato isolato dalle forze dell'ordine, rovescia il contenuto del suo zainetto sul marciapiede, e deposita accanto alla ruota di un'automobile un flacone. Non so co sapotesse essere, forse una sostanza chimica, urticante, o di altro genere, ma non importa. Ciò che mi ha colpito è quanto accaduto successivamente: un individuo, un signore intorno alla sessantina, in camicia e pantaloni, è sceso dalla macchina, ha atteso qualche minuto - evidentemente si è sentito da me osservato - ha preso il flacone che la ragazza aveva depositato, non casualmente, accanto alla sua vettura. Ha quindi aperto il baule della macchina, una Fiat, ha depositato il flacone e ha richiuso il cofano. E' poi entrato in macchina, ha fatto manovra e se n'è andato. A quel punto ho preso il numero di targa e ho chiamato il 112. Ho denunciato il fatto, ma ho avuto la netta impressione che dall'altra parte del telefono non si tenesse a dovuta considerazione il fatto che era più che evidente un appoggio esterno a qualcuno di questi black bloc. Non agiscono da soli, si organizzano logisticamente e godono del supporto tecnico di persone che rimangono fuori dalla zona di battaglia per dar loro indicazioni sui movimenti delle forze dell'ordine e su quanti rinforzi stiano arrivando".
Più notizie
Crack Parmalat: attesa decisione tribunale Sorveglianza di Bologna per scarcerazione Tanzi
Il Fmi sostiene Monti sulle misure di austerità, ma avverte: “tagliare spese improduttive per tornare a crescere”
Energia sicura in Europa: una sfida nei prossimi decenni.
Da non perdere








