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Di Roberto Capocelli | 30.11.2011 21:27 CET

Il Cairo - Ha una faccia da ragazzino. Come quelle dei tanti ragazzini a cui ha portato via gli occhi, per sempre.

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Un faccia più innocente di quella di Ahmad Hararah, il dentista, divenuto un simbolo della Saura, la rivoluzione di piazza Tahrir: dopo aver perso il primo occhio il 25 di gennaio, Ahmad era di nuovo in piazza quando, il 19 novembre, un proiettile di gomma gli ha portato via anche l'altro lasciandolo cieco.

Mahmoud Sobhi El Shinawi, questo il nome del "cacciatore di occhi".

La sua foto tappezza molti muri nel centro del Cairo. Furono proprio i protagonisti di Tahrir ad immortalarlo in decine di murales tutto intorno alla piazza. Sopra la sua immagine capeggia la scritta "wanted".

Ma da oggi Mahmoud Sobhi El Shinawi, che aveva fatto perdere le sue tracce dopo essere stato identificato dai manifestanti, non è più "wanted", si è consegnato alla polizia.

Chissà se sia stato lui a sparare la pallottola che ha condannato Ahmad alla cecità. Forse l'inchiesta aperta dalla procura sarà in grado di stabilirlo.

Islam è un famoso blogger arrestato la scorsa settimana in via Mohammad Mahmood vicino alla odiata sede del Ministero dell'Interno, epicentro degli scontri iniziati il 19 novembre scorso.

Dopo il suo rilascio, questa sera Islam è tornato in piazza.

Ci sediamo nel caffé Al Hurryia, uno storico ritrovo a poche centinaia di metri da Tahrir.

Gli chiedo cosa pensi del cacciatore di occhi: "In Egitto c' è un network criminale di cui fanno parte molti degli uomini degli apparati di sicurezza. Non so cosa accadrà al 'cacciatore', ma è difficile credere che, a parte casi sporadici, sarà fatta vera giustizia contro chi ha commesso crimini. Ciascun ufficiale ha informazioni che potrebbero incriminare altri membri degli apparati di sicurezza, quindi condannarne uno sarebbe come aprire il coperchio di un pozzo senza fondo, e questo terrorizza lo SCAF".

Non hanno fiducia i ragazzi di Tahrir. Per troppi anni sono stati sottoposti alle umiliazioni, alla violenza, alle angherie di quel mastodontico apparato messo in piedi da Mubarak.

Il caso del 'cacciatore' è una metafora di una mentalità radicata nei membri della polizia che considerano i loro propri concittadini come inferiori e che vedono nei manifestanti una minaccia per i propri privilegi.

Chiedo ad Islam cosa chiederebbe al cecchino se potesse incontrarlo. Si fa serio in volto e mi risponde: "gli chiederei che prezzo ha strappare gli occhi a un ragazzo, a una persona che vuole un paese migliore, a un ragazzo che è la speranza dell'Egitto che verrà".

Per capire cosa accade qui in Egitto quella stessa domanda dovremmo farcela anche noi.

Che prezzo ha?

 

Il 'cacciatore d'occhi'
(Foto: Roberto Capocelli / Roberto Capocelli)
Manifesto del cacciatore d'occhi per le strade del Cairo
This article is copyrighted by International Business Times.
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