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Di Alessandra Comparelli | 01.12.2011 13:42 CET

Si è da poco concluso l'intervento del presidente della Bce Mario Draghi, davanti all'Europarlamento per presentare il rapporto annuale 2010 sulla Banca centrale europea.

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I paesi dell'area euro "devono recuperare la credibilità sui mercati sia singolarmente che collettivamente", ha detto Draghi, invitando i nuovi esecutivi dei paesi della zona euro a produrre concreti risultati per far fronte alla fragilità dei mercati.

La riconquista della credibilità nei confronti dell'euro è stato il filo conduttore del discorso del presidente della Bce. Per raggiungere tale scopo occorre l'impegno della Banca centrale europea ma anche quello degli stati membri.

Sia nella prima parte dell'audizione, infatti, che nella seconda Mario Draghi ha voluto sottolineare la straordinarietà degli interventi di questi ultimi mesi da parte della Bce. Rispondendo agli europarlamentari che hanno espresso la necessità di un cambiamento delle funzioni della Bce, Draghi ha detto: "la Bce può muoversi soltanto nell'ambito dei paletti che sono posti dal trattato".  Venire meno a questa funzione sarebbe illegale e lederebbe l'immagine della Bce che deve essere tutelata in quanto "ultimo baluardo della unione monetaria".

La Bce si è impegnata nel perseguire il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio termine, sia attraverso la politica dei tassi di interesse sia attraverso l'esecuzione di misure non convenzionali, ma il compito principale in questo momento è di riparare il circuito del credito soprattutto a favore delle Piccole e Medie Imprese. Occorre un percorso chiaro per l'Eurozona, a partire da una nuova politica di bilancio: serve una "struttura di bilancio unica", così "come è unica la Bce".

Da questo punto di vista Draghi non esclude la possibilità di un cambiamento dei trattati europei : "bisogna lasciarsi aperte tutte le possibilità su come procedere al riassetto dell'area euro per rispondere alla crisi sui debiti pubblici. Non andrebbero escluse modifiche di lunga durata ai trattati europei, ma sono ipotizzabili anche processi più rapidi".

Il presidente della Bce non nasconde la sua ansietà nel discutere le diverse vedute e nell'affrontare la difficile situazione. La Bce riconosce  le difficoltà delle banche dovute alla ristrettezza dei mercati di finanziamento e dallo "stress delle obbligazioni del debito sovrano", come ha detto Draghi.

Tuttavia il processo per restituire credibilità all'Eurozona, dice Draghi, è "trifasico".  Bisogna innanzitutto ridefinire le regole fiscali, restituendo alla politica fiscale il ruolo fondamentale che riveste per l'unione economica monetaria.  Inoltre, occorre creare meccanismi di finanziamento - come il Fondo salva stati Efsf - e richiedere risposte in termini di politiche nazionali.

La crisi europea è anche una crisi politica.

Il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi.
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
Il Governatore della Banca centrale europea Mario Draghi.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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