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Di Federico Di Gioia | 05.12.2011 17:22 CET

Alla Conferenza di Bonn sull'Afghanistan, il presidente Hamid Karzai ha voluto rivolgere un appello a tutta la comunità internazionale: "Aiutateci fino al 2024". La Reuters riporta le parole del presidente: "Per consolidare i nostri successi e rendere irreversibili i nostri progressi avremo bisogno del vostro deciso sostegno per almeno un'altra decina di anni". Le sfide che dovrà affrontare il Paese dopo l'uscita di scena degli americani saranno infatti notevoli e, per un governo debole come quello di Karzai, il problema della sicurezza in primis sarà uno dei più complessi. "Le ampie dimensioni regionali della minaccia terroristica sono state trascurate - ha continuato il presidente afgano - e il problema dei santuari del terrorismo fuori dall'Afghanistan non è stato affrontato". La questione dei "santuari fuori dall'Afghanistan" sarebbe stata affrontabile tramite un colloquio con il Pakistan, ma i rappresentanti del vicino orientale hanno deciso di non presentarsi alla conferenza in protesta al sanguinoso attacco da parte della Nato ad una base dell'esercito pachistano del 26 novembre. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, intervenendo alla conferenza ha annunciato che gli Usa metteranno a disposizione dell'Afghanistan un pacchetto di aiuti a lungo termine di 600/700 milioni di dollari all'anno, anche se il governo dovrà prendere e mantenere una serie di impegni: riforme, sicurezza e democrazia sulla base del primato del diritto.

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La voce fuori dal coro alla conferenza l'ha tenuta, ovvio a dirsi, l'Iran. L'agenzia Adn Kronos cita le parole di Ali Akbar Salehi, ministro degli Esteri iraniano: "Alcuni Paesi occidentali stanno cercando di estendere la loro presenza militare in Afghanistan dopo il 2014 mantenendo le proprie basi militari. Riteniamo che questo tipo di approccio sia in contrasto con l'impegno per la stabilità e la sicurezza in Afghanistan. Crediamo che qualsiasi iniziativa internazionale o regionale per riportare la pace e la sicurezza in Afghanistan possa avere successo solo senza la presenza di forze militari straniere".

 

 

A latere della Conferenza di Bonn, intanto, il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha incontrato il suo omologo russo Sergey Lavrov. I due ministri hanno concordato la necessità di organizzare un vertice bilaterale che miri a ribadire una "piena continuità di dialogo". Questo il punto fondamentale dell'incontro ribadito da Terzi, il quale ha aggiunto che l'amicizia tra Roma e Mosca poggia "su basi solide e su un'agenda bilaterale estremamente ricca". Il dialogo si svilupperà principalmente attraverso lo strumento del Consiglio per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria e tramite i colloqui tra i ministri degli Esteri e della Difesa dei due Paesi. Sulla sicurezza europea - argomento messo in crisi di recente dall'attivazione di un potente centro radar russo nell'enclave di Kaliningrad in risposta allo scudo antimissile della Nato - il ministro Terzi ha voluto ricordare che per l'Italia la Russi è "un pilastro fondamentale della sicurezza continentale ed internazionale". L'impegno italiano è dunque quello di valorizzare anche le potenzialità del Consiglio Nato-Russia in modo da poter coordinare e trovare una base di dialogo sulle principali tematiche riguardanti la sicurezza europea e internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

Karzai: talebani smettano di combattere dopo morte bin Laden
(Foto: REUTERS/Omar Sobhani / )
Il presidente dell"Afghanistan Hamid Karzai
This article is copyrighted by International Business Times.
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