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Di Lello Stelletti | 12.12.2011 12:07 CET

Il presidente russo Dmitrij Medvedev ha deciso di aprire un'indagine sulle accuse di brogli nelle elezioni parlamentari dello scorso 4 dicembre. Ancora prima del voto le opposizioni avevano minacciato proteste in vista di sicure manipolazioni: la susseguente vittoria risicata di Russia Unita, il partito del premier Vladimir Putin e dello stesso presidente Medvedev, ha aggravato la situazione e l'ondata di proteste ha coinvolto l'intera Federazione russa.

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Medvedev ha risposto direttamente dal suo profilo Facebook: "Io non sono d'accordo con qualsiasi slogan o dichiarazione avvenuti durante le manifestazioni. Tuttavia, provengono da me le istruzioni per controllare tutti i dati dei seggi elettorali per quanto riguarda il rispetto della normativa in materia di elezioni". In conclusione, il presidente russo ha aggiunto che "i cittadini della Russia hanno libertà di parola e libertà di riunione. La gente ha il diritto di esprimere la propria posizione come accaduto nei giorni scorsi. Tutto si è svolto nell'ambito della legge".

Le dichiarazioni dai vertici del Cremlino sono un segnale ben evidente della pressione che quest'ondata di proteste sta esercitando sull'apparato di leadership in Russia. D'altronde, si tratta della più importante manifestazione di dissenso delle opposizioni da quando Putin è salito al potere nel 1999.

Nella giornata di sabato a Mosca, nonostante si temessero scontri significativi tra la folla e il massiccio dispiegamento di polizia, le autorità cittadine hanno concesso alle proteste di svolgersi senza particolari interferenze. Una dimostrazione di come l'umore della popolazione sia cambiato dopo anni di stretto controllo politico da parte di Putin. Per la prima volta, inoltre, le televisioni di Stato e altri importanti canali russi hanno mandato in onda le immagini delle proteste, rompendo quella politica di censura utilizzata sistematicamente in situazione come queste.

Già da giorni si era capito che le autorità avrebbero fatto delle concessioni ai manifestanti, come fatto intendere anche dal portavoce di Putin, Dmitrij Peskov: "Noi rispettiamo il punto di vista dei manifestanti, che stanno ascoltando ciò che viene detto, e noi continueremo ad ascoltare loro". Peskov ha sostenuto, comunque, che i brogli denunciati dall'opposizione riguardano solo un numero molto limitato di voti: "Anche se alcune schede sono dubbie e possono essere contestate, in nessun caso possono essere rimessi in dubbio la legittimità dello scrutinio o i risultati definitivi".

Ovviamente, resta improbabile che dichiarazioni come queste possano placare le proteste. Più importante, invece, la decisione di Medvedev di aprire un'inchiesta ufficiale, anche se non ha trovato riscontro da parte della Procura generale. Il procuratore Jurij Caika, infatti, non vede una motivazione valida per annullare il voto legislativo del 4 dicembre: "Ritengo che non ci sia alcun motivo per convocare le nuove elezioni o per ricalcolare i voti". Caika, parlando con l'agenzia Interfax, ha dichiarato inoltre che "nel corso delle votazioni sono emerse certe violazioni e su ogni caso saranno svolti accertamenti, al termine dei quali saranno prese le misure previste dalla legge, se ci sarà un motivo, sino all'apertura di un'inchiesta".

Intanto, il presidente della Corte costituzionale russa, Valerij Zorkin, ha condannato la forma in cui si sono svolte le proteste contro le elezioni parlamentari. Secondo Zorkin, infatti, tutto si sarebbe dovuto svolgere in maniera più moderata per evitare di innescare un disastro nazionale nel Paese: "Questa frenesia collettiva è in netto contrasto con un atteggiamento più moderato, comunque attivo, ma più intelligente e risoluto". Zorkin, parlando al giornale "Rossiiskaya Gazeta" ha paragonato la situazione attuale con la crisi costituzionale del 1993, quando dovettero intervenire le forze militari per risolvere una fase di stallo creatasi tra il presidente e il parlamento. In quell'occasione ci furono centinaia di morti, per questo motivo Zorkin insiste sul fatto che è necessario agire affinché ciò non si ripeta.

Per tutta risposta, il partito Russia Unita ha convocato per la giornata di oggi una manifestazione di sostegno al Cremlino. A renderlo noto è stato il sito internet ufficiale del partito: il raduno è previsto per le 16, ora locale, nella centralissima piazza Manezhnaya di Mosca.

 

Dmitrij Medvedev
(Foto: Reuters.com / )
Il presidente russo Dmitrij Medvedev
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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