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Di Roberto Capocelli | 19.12.2011 12:41 CET

Per il quarto giorno consecutivo si sono registrati scontri nel centro del Cairo fra manifestanti ed esercito.

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Le violenze, iniziate lo scorso venerdì, sono scoppiate quando un plotone dell'esercito ha attaccato il sit-in pacifico dei manifestanti che, da circa un mese, si trova di fronte al Gabinetto dei ministri: l'accampamento fu allestito dopo la nomina del nuovo primo ministro Kemal al-Gandouri per impedirne l'insediamento prima della rinuncia ad ogni potere politico da parte della Giunta militare.

Secondo fonti del Ministero della Salute egiziano, sin dall'inizio degli scontri si sono registrate almeno 10 vittime e 432 feriti.

Sabato, soldati in assetto anti-sommossa avevano caricato il presidio permanente di piazza Tahrir, sgomberando l'area: ci sono filmati che mostrano un soldato mentre spara con una pistola sui manifestanti in ritirata.

Un altro filmato mostra la polizia militare mentre picchia brutalmente una donna, e l'agenzia americana Associated Press, citando fonti dei manifestanti, riferisce di donne e uomini arrestati e duramente colpiti con dei bastoni e torturati con scosse elettriche.

La strategia della Giunta sembra voler fare leva sul fatto che i partiti islamici, usciti vincitori dai primi turni delle elezioni, rimarranno estranei alle proteste, aumentando, in questa maniera, l'isolamento delle forze liberali che animano le contestazioni contro il potere dei militari.

Ieri, il primo ministro Kamal el-Ganzouri, in una conferenza stampa, ha tacciato i manifestanti di essere dei "controrivoluzionari" definendo le proteste come una "attacco alla rivoluzione": "quelli che sono a Taharir non sono i giovani della rivoluzione", ha affermato il Premier , aggiungendo che le forze di sicurezza non avrebbero aggredito manifestanti pacifici ma si sono trovate, loro malgrado, a dover fronteggiare una folla che "tirava pietre e distruggeva tutto ciò che incontrava nel cammino".

Nove membri Consiglio civile, nominato a Novembre come consulente della Giunta militare in risposta alle violenze di quei giorni, si sono dimessi in polemica con l'azione repressiva del governo.

Critiche all'operato delle forze di sicurezza militari egiziane si sono levate sia da parte delle Nazioni Unite che del segretario di Stato americano, Hillary Clinton.

Ban Ki-moon ha condannato l'uso eccessivo della forza invitando "il governo di transizione a contenere la violenza e a rispettare i Diritti Umani, incluso quello di manifestare pacificamente".

 

Scontri in Egitto, vicino a piazza Tahrir
(Foto: Reuters / Ahmed Jadallah )
Scontri in Egitto, vicino a piazza Tahrir
This article is copyrighted by International Business Times.
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