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Di Gabriele Rossi | 23.12.2011 13:00 CET

Collaudata da Troy Bayliss, in collaborazione con Ernesto Minarelli tra Nardò e Mugello, la Ducati Panigale sembra nata per stupire e sbaragliare la concorrenza nipponica: telaio pressofuso in alluminio, nuovo motore "superquadro", aumento dell'interesse e tanto altro per un pacchetto tecnico da vera regina della categoria.

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La partenza da fermo è stata curata intervenendo sul peso, sulla potenza del motore, e sulla geometria del veicolo che consentono alla Panigale di avere una sorprendete ripresa. L' incremento dell'interasse rispetto alla 1198 e l'aumentata lunghezza del forcellone monobraccio, ha fatto si che le masse venissero concentrate sull'anteriore, migliorando la stabilità in frenata, l'inserimento in curva e la maneggevolezza.

Lo studio dei vari componenti nel dettaglio ha portato a progettare un triangolo ergonomico che conferisce alla moto maggiore carico all'avantreno, riducendo così la distanza pilota-manubrio. Il risultato?

Migliori prestazioni con minor sforzo.

Il peso è il più basso della categoria, soffiando con i suoi 177 kg il primato alla sorella 1198 e dando vita con i 195 cv ad un rapporto peso potenza "esaltante".

Il cambio è il nuovo ducati Quick Shift, morbido e preciso che in fase di staccata ed inserimento curva contribuisce al lavoro svolto dal "corto" interasse, garantendo minori saltellii non scomponendo il mezzo e conferendo stabilità fino al limite del LIFT-UP.

Le pinze Brembo sono le monoblocco di ultima generazione, utilizzate per la prima volta su una moto di serie, più piccole e leggere, lavorano su dischi da 330mm.

Le particolarità progettuali che contraddistinguono la Panigale dalle altre supersportive si fanno notare ad una prima analisi e tutti gli elementi collaborano tra loro per una miglior resa. A testimonianza di quanto appena detto, nel caso dell'impianto frenante notiamo come sia stato studiato un interasse maggiorato delle piastra di sterzo, al fine di esporre maggiormente le pinze freno ed i dischi, facilitandone così il raffreddamento.

Il posteriore come l'anteriore lavora senza scomporsi grazie al mono regolabile di ultima generazione e alla frizione antisaltellamento.

Un sistema elettronico composto come quello delle moto da gara da DTC, DQS, EBC, DES permette la perfetta erogazione e fa si che la potenza del mezzo sia completamente sfruttabile, grazie anche alle tre mappature differenti della centralina : normal, wet e race.

Dal punto di vista tecnico però la novità assoluta sta nell'EBC, ovvero ENGINE BRAKE CONTROL che insieme al nuovo sistema full ride -by - wire controlla l'apertura delle farfalle, motorizzate ed indipendenti.

Il sistema intervenendo sul mezzo, mitiga la paurosa decelerazione impressa dal motore superquadro e aprendo leggermente i corpi farfallati, riduce notevolmente il brusco intervento del freno motore, invitando così il pilota ad "inserire" , stabilizzando la moto in percorrenza .

Nei casi limite la Panigale è pronta a far entrare in funzione l'abs, impostabile su questo capolavoro dell'ingegneria italiana in vari settaggi. Dal design aggressivo e futuristico la 1199 presenta un impianto di scarico insolito su una supersportiva; posto sulla "pancia", oltre a conferire al mezzo un look davvero aggressivo, l'impianto centralizza le masse e sottolinea la cura del dettaglio che gli ingegneri hanno impiegato nel mezzo, garantendo una minor resistenza all'aria nei cambi di direzione.

Infine la chicca, quello che alcuni critici e non hanno definito il cambio di rotta, la svolta decisionale in casa DUCATI: il telaio.

Di nuovissima generazione, il monoscocca in alluminio segna la realizzazione della prima ducati senza il classico traliccio in tubi, segno che contraddistingue il marchio italiano fin dalle sue origini.

Il nuovo monoscocca, dal peso ridotto, concentra le masse e rende il veicolo più compatto, divenendo il fulcro di tutto il pacchetto moto.

Come con gioia tutti gli appassionati delle due ruote avranno capito Ducati è pronta agli albori delle nuove stagioni SBK e MOTO GP, per lanciare sul mercato un prodotto innovativo che si porrà ai vertici della categoria, senza compromessi nè mezzi termini, affermandosi ancora una volta come marchio di riferimento del settore due ruote.

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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