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Di Gianluca Iozzi | 30.12.2011 11:26 CET

 

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: Codacons, Federconsumatori e Adusbef hanno fatto sapere che stanno valutando la possibilità di una class action contro Apple, per risarcire i consumatori danneggiati dalla condotta della società stessa.

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Perché mai questa crociata contro Apple? Il motivo è semplice: le aziende Apple operanti in Italia (Apple Sales International, Apple Italia S.r.l. e Apple Retail Italia) secondo l'Antitrust hanno adottato pratiche di vendita scorrette, applicando un solo anno di garanzia sui prodotti venduti (per maggiori dettagli consultare http://it.ibtimes.com/articles/26306/20111227/multa-sanzioni-antitrust-apple.htm).

Il Codice del Consumo prevede però all' articolo 132 che "Il venditore è responsabile, a norma dell'articolo 130 (il quale afferma che il negoziante, è responsabile nei confronti del consumatore, per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene ndr), quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene".

Ciò significa che su qualunque prodotto acquistato, il venditore è tenuto ad applicare una garanzia di due anni, che decorre dal momento dell' acquisto dello stesso.

Invece sui prodotti a marchio Apple venduti in Italia, si applicava la garanzia di un anno, mentre come è facilmente intuibile dall' articolo 132 del Codice del Consumo, è obbligatoria per legge la garanzia di due anni. Agli acquirenti che volevano estendere la garanzia oltre un anno dovevano pagare.

Sul tema sono intervenuti Federconsumatori ed Adusbef, che con un comunicato congiunto, hanno fatto sapere che "La violazione di quanto previsto dal Codice del Consumo in materia di garanzia risulta aggravato dalla vendita di una garanzia supplementare per i propri prodotti che, secondo quanto dichiarato al momento della vendita, avrebbero altrimenti goduto di un solo anno di copertura della garanzia. Alla luce di quanto sopra, le associazioni dei consumatori non hanno escluso la possibilità di lanciare azioni di classe".

Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che oltre ad aver espresso viva soddisfazione per la condanna della società fondata dal defunto Steve Jobs, aveva fatto sapere che stava valutando eventuali "Azioni legali e risarcitorie in favore di chi ha subito danni dai comportamenti illegittimi di Apple. L'ufficio legale della nostra associazione sta valutando anche la possibilità di intentare una vera e propria class action contro il colosso dell'informatica". 

Questa vicenda causerà un notevole danno di immagine ad Apple che dovrà comunque giustificare il suo comportamento. 

 

 

Il logo di Apple.
(Foto: Reuters / Jason Reed)
Il logo di Apple.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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