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Di Graziana Russo | 30.12.2011 15:04 CET

Se il 2011 è stato definito l'annus horribilis dagli automobilisti per i continui aumenti del prezzo dei carburanti, il 2012 non inizierà con prospettive migliori.

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Ieri è stato stabilito un nuovo record: il prezzo della benzina consigliato dei distributori Eni era di 1, 722 euro al litro per la verde e 1,694 per il diesel. E dal primo gennaio si arriveranno nuovi aumenti cioè le addizionali regionali sulle accise della benzina.

Gli incrementi dei prezzi varieranno da regione a regione passando dai 6,1 centesimi di euro/litro (Iva inclusa) della Toscana, ai 5 cents delle Marche e ai 4 dell'Abruzzo, fino ad arrivare ai 2,6 del Lazio e i 2,5 cents della Liguria.  Dall'inizio del nuovo anno saranno 10 le regioni che subiranno le addizionali sulla verde (Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Liguria, Piemonte, Campania, Molise, Puglia, Calabria) mentre altre 10 ne saranno risparmiate (Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna, Abruzzo, Basilicata, Sicilia e Sardegna).

Nel corso del 2011 il prezzo della benzina è cresciuto del 18% mentre quello del gasolio addirittura del 27%, e non solo a causa dell'aumento dei prezzi delle compagnie petrolifere, bensì per l'imposizione di nuove accise che sono finite direttamente nelle casse dello Stato.

Ad aprile è stata imposta un'accisa di 0,73 centesimi per salvare il Fondo per lo spettacolo, a giugno 4 centesimi per la guerra in Libia, sempre a luglio altri 0,19 centesimi per il Fondo per lo spettacolo, a novembre sono stati aggiunti 0,89 cents per l'alluvione in Liguria e Toscana, fino a giungere alla stangata finale del decreto salva-Italia che ha imposto un aumento di 9,9 centesimi. Inoltre, sul prezzo odierno dei carburanti gravano accise di lontanissima memoria come quelle per il disastro del Vajont, il terremoto del Belice, la crisi di Suez  e, addirittura, la guerra di Abissinia del 1935. Praticamente tra Iva e accise il 60% del prezzo della benzina e il 54% di quello del gasolio è solo una "tassa" che il cittadino paga allo Stato.

Intanto le quotazioni del Brent, il greggio di riferimento per il prezzo dei carburanti, sono ferme al livello di 108 dollari al barile, equivalente a 83 euro al barile e quindi a 0,522 euro al litro.

Secondo il presidente della Figisc Confcommercio Luca Squeri "Le variazioni del mercato internazionale del Platt's (indice dei prezzi dei carburanti raffinati) in aumento sono state trasferite sul prezzo nazionale pressoché integralmente, mentre quelle in diminuzione non sono state affatto trasferite". Aggiunge, inoltre, che "Senza gli aumenti di imposte del 2011, la benzina costerebbe 19 centesimi al litro di meno, il gasolio 22 cents".

L'aumento del prezzo del carburante continua  a pesare sempre più sulle tasche degli italiani, soprattutto in questi giorni di festa in cui, come rende noto Coldiretti, un pieno costerà circa 77 euro contro i 75 euro del cenone di San Silvestro.

Carburanti e liberalizzazioni
(Foto: Reuters / Alessandro Garofalo)
Il prezzo dei carburanti sale e crescono le proteste degli autotrasportatori.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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