Chiara Coccorese e i suoi scatti tra fantasia e realtà

By Arianna Adamo

03.01.2012 17:42 CET

Fino al 25 gennaio potremo visitare il progetto espositivo presentato alla galleria Dino Morra di Napoli dal titolo “Ancien régime”, a cura di Chiara Pirozzi che prevede l’esposizione di un ciclo di fotografie dedicato al tema delle carte da gioco. Le immagini realizzate dalla giovane promessa dell'arte italiana, Chiara Coccorese, sono ricche di richiami provenienti dalla storia, dall’arte moderna e contemporanea e dalle fiabe classiche. La sua è una creatività corposa e comunicativa, accresciuta dalla presenza continua di elementi “pop” e rimandi alla tradizione. “La mia arte rappresenta un ricordo. Un’immagine, una storia, una sensazione provata da bambina; ma anche un sogno, un pensiero, una riflessione su certi aspetti della realtà. È come prendere costantemente appunti da ciò che mi passa per la testa e tradurli in un’immagine concreta, visibile a tutti. Non si tratta di un mondo dove rifugiarsi ma di un universo parallelo altrettanto vero e importante che cerco di mettere in relazione con la realtà. I sogni, l’inconscio, i pensieri sono di primaria importanza se si vuole riflettere su sé stessi. Tradurle in immagini è una sorta di ricerca nella mia testa e negli archetipi, nell’inconscio collettivo del mondo che mi circonda”. L'artista ha trascorso molti anni ad approfondire le tecniche pittoriche tradizionali facendo copie d’autore, specialmente di Caravaggio, Bosch, Velázquez, Arcimboldo. La sua tecnica varia molto a seconda del tipo di lavoro. A volte si tratta di scenografie in miniatura poi fotografate, altre volte invece di un assemblaggio di vari scatti in una sorta di “photocollage”. “Per i “set” in miniatura ho un tavolo grande in studio sul quale preparo il tutto. Dipingo il fondale per il cielo su un cartoncino e lo incollo alla parete, poi comincio ad assemblare i vari oggetti” spiega l'artista “Quando ho bisogno di effetti di luce particolari mi avvalgo del tavolo da “still life”, che, grazie alla sua semi trasparenza, mi permette di ottenere dei cieli luminosi con un interessante gradiente tonale, semplicemente applicando una luce dal basso. Per gli interni invece uso pareti di polistirolo sulle quali applico la carta da parati che a volte realizzo personalmente, piccole finestre in legno e mobiletti “doll house”. La grande sfida è quando devo rappresentare l’acqua. I personaggi sono invece realizzati in plastilina, gli abiti possono essere di stoffa, cuciti addosso, oppure di cibo. Quando invece devo fotografare persone mi avvalgo di fogli di polistirolo sui quali applico carte, cornici decorative in gesso, colori e tutti gli oggetti che mi servono. Fondamentali sono le stoffe, che uso sia per costruire i vestiti sia per ottenere panneggi di tende o altro”.
Chiara Coccorese (Napoli, 2 agosto 1982) si è diplomata all’accademia di Belle arti di Napoli nel 2005 e ha conseguito il master in fotografia professionale alla scuola di Andrea Scala, sempre a Napoli. Dopo la pittura comincia ad appassionarsi alla fotografia: la sua ricerca si orienta verso la creazione di piccole scenografie che riproducono paesaggi fantastici: i fondali sono dipinti con nuvole d’ovatta, i personaggi sono pupazzi in plastilina mentre verdura, tappeti, mobiletti per le bambole e i più svariati oggetti di uso quotidiano completano il mini set.

Fino al 25 gennaio 2012. Dino Morra arte contemporanea, via Carlo Poerio 18, Napoli.
Info: www.dinomorraartecontemporanea.it.
A Milano, invece, l’artista fa parte della collettiva “White Xmas”, curata da Nicola Davide Angerame, alla galleria White labs.
Dal primo dicembre al 20 gennaio 2012. Galleria White labs, via Gerolamo Tiraboschi 2, Milano.

 Info: www.whitelabs.it.
www.chiaracoccorese.com.

This article is copyrighted by International Business Times.

News From Life & Style

IBCurvy: Consigli di stile per donne "in forma”IBCurvy: Consigli di stile per donne "in forma”

La rubrica della nostra consulente d'immagine per ragazze e donne curvy che vogliono imparare ad esaltare le proprie forme nascondendo le piccole imperfezioni.

Join the Conversation