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Di Dario Saltari | 18.01.2012 17:18 CET

"Immagina un mondo senza sapere libero". Sono queste le parole che compaiono oggi sul sito in lingua inglese di Wikipedia. Al posto dell'usuale homepage, infatti, oggi è presente una grande schermata nera con un piccolo comunicato in bianco accanto alla W di Wikipedia che getta una lunga ombra. "Per più di un decennio, abbiamo speso millioni di ore per costruire la più grande enciclopedia nella storia dell'uomo" si legge nel comunicato "oggi, il Congresso degli Stati Uniti sta discutendo una legge che potrebbe danneggiare fatalmente la rete libera e aperta".

Reuters
Un laptop che riporta la schermata di protesta di Wikipedia contro le leggi anti-pirateria Usa.

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La legge in questione si chiama SOPA, acronimo che sta per Stop Online Piracy Act, presentata ad Ottobre dell'anno scorso al Senato statunitense, la legge permetterebbe al dipartimento di giustizia degli Stati Uniti di imporre ai provider internet di bloccare i siti che violano il diritto d'autore, riportando, ad esempio, video coperti da copyright. La legge, almeno nella sua formulazione originale, risulta essere molto dura presentando pene fino a cinque anni di carcere. La classe politica americana, nonostante i silenzi di Obama, però, sembra essere compatta nell'approvazione della legge in quanto se è vero che la legge SOPA è stata presentata da un senatore repubblicano è anche vero che quasi contemporaneamente è stata presentata un'altra legge con contenuti simili da un senatore democratico, chiamata PIPA (Protect IP Act).

Secondo i detrattori, ovvero quasi tutte le compagnie che operano su Internet, questa legge cambierà per sempre il web e provocherà una fortissima limitazione della libertà di espressione. Oltre all'enciclopedia fondata da Jimmy Wales, infatti, anche altre grandi società si sono pronunciate contro queste leggi. È la posizione, per esempio, della Microsoft di Bill Gates che attraverso le pagine del Seattle Times ha fatto sapere di opporsi al SOPA nel suo disegno attuale. Anche il gigante dell'e-commerce, Amazon, ha annunciato la sua contrarietà. "Pur rifiutando la pirateria" si legge nel comunicato della società fondata da Jeff Bezos "ci opponiamo fortemente a SOPA nella sua forma corrente". Al coro di proteste si sono aggiunti poi Ebay, Paypal, Reddit, Yahoo ed ovviamente Google. Il famoso motore di ricerca mostra, nella sua versione statunitense, un rettangolo nero al posto dell'usuale logo e afferma nel suo blog ufficiale che nonostante la lotta alla pirateria sia un argomento importante, si possa fare meglio del SOPA.

Dall'altra parte della barricata ci sono ovviamente coloro che producono il materiale coperto da copyright, ovvero case cinematografiche, discografiche e grandi televisioni. Rupert Murdoch, magnate australiano della televisione e del cinema, ad esempio, aveva tirato in ballo, dal proprio profilo Twitter, proprio Google accusandola di generare profitti in maniera consapevole attraverso la pubblicità venduta grazie ai contenuti pirata presenti nelle proprie ricerche. Google aveva risposto stizzita, affermando di combattere la pirateria tutti i giorni. "Nell'ultimo anno abbiamo eliminato dai risultati 5 milioni di pagine Web che violavano copyright e investito più di 60 milioni di dollari nella lotta contro pubblicità malevole" aveva affermato la compagnia fondata da Larry Page e Sergey Brin.

Nel frattempo esplode la protesta sul web. Su Twitter, ad esempio, gli utenti che appoggiano la contestazione al SOPA presentano sulla propria immagine del profilo una barra nera con scritto sopra "censored".

Wikipedia
(Foto: Reuters / Yves Herman)
Un laptop che riporta la schermata di protesta di Wikipedia contro le leggi anti-pirateria Usa.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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