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Di Dario Saltari | 25.01.2012 18:16 CET

Il 25 Gennaio del 2011 iniziava la rivoluzione egiziana che, insieme a quella tunisina, apriva la strada ad un'ondata di proteste che presto avrebbe coinvolto gran parte del Medio oriente e del Nord Africa, sotto il nome di Primavera araba. Esattamente un anno fa, 25mila persone scendevano in piazza Tahrir per protestare contro il trentennale regime di Hosni Mubarak e chiedendo un ritorno alla democrazia reale. Era solo l'inizio, da li a poco la rivolta si estenderà in tutto l'Egitto; piazza Taharir culminerà nel simbolo delle proteste mondiali in tutto il mondo. Il regime, dopo lunghi e violenti scontri, cadrà con le dimissioni dell'ex-rais annunciate l'11 febbraio del 2011.

Reuters
Le celebrazioni per l'anniversario della rivoluzione egiziana al Cairo.

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Per ricordare quegli avvenimenti, oggi l'Egitto ha deciso di riempire di nuovo piazza Tahrir. Gli slogan, ovviamente, sono profondamente diversi da quelli di un anno fa. C'è chi invita l'esercito a mantenere le promesse di democrazia o chi invece inneggia ai partiti islamici che hanno stravinto le elezioni e ora dominano il nuovo parlamento. L

'obiettivo, però, rimane quello di "preservare lo spirito del 25 gennaio che ha unito tutti gli egiziani: uomini e donne, giovani e anziani, musulmani e cristiani", come ha affermato lo stesso consiglio militare. Lo stesso esercito prenderà parte alle celebrazioni con una parata navale nella città di Alessandria, dimostrazioni aeree al Cairo e fuochi d'artificio in tutte le altre città. La giunta, inoltre, ha deciso di liberare oggi circa 3000 persone che erano detenute per motivi politici, per venire incontro alle richieste dei manifestanti. Nonostante ciò, coloro che hanno partecipato alla rivoluzione continuano a fidarsi pochissimo delle intenzioni democratiche dell'esercito.

Quest'ultimo, infatti, ha prima guidato la transizione dal regime di Mubarak ma poi ha rallentato il ritorno alla democrazia, restio a restituire il potere politico. Ieri il capo del consiglio militare che guida l'Egitto ha annunciato la fine dello stato di emergenza, condizione giuridica che dava poteri straordinari alle forze di sicurezza. Nonostante ciò, l'esercito ha fatto sapere che si escluderanno alcune "situazioni particolari" senza però specificare quali. La piazza, quindi, rimane diffidente e continua a manifestare come ha fatto anche negli ultimi mesi.

Nonostante ciò, oggi l'Egitto è sicuramente diverso rispetto a quello di un anno fa. Mubarak ormai guarda piazza Taharir da un ospedale militare, è sotto processo e per lui è stata chiesta la pena di morte. La camera bassa del Parlamento è tornata a funzionare regolarmente e quella alta dovrebbe riunirsi per la prima volta entro la fine di Gennaio. Infine, entro Giugno dovrebbe essere eletto il nuovo presidente e approvata la nuova costituzione. Il paese, in altre parole, sta lentamente tornando alla normalità.

Egitto
(Foto: Reuters / Mohamed Abd El Ghany)
Le celebrazioni per l'anniversario della rivoluzione egiziana al Cairo.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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