Atteso per domani il vertice Alemanno-Monti per stabilire se il Governo sosterrà la candidatura di Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020. Il termine ultimo, fissato dal Comitato Olimpico internazionale, per la presentazione delle domande scade il 15 Febbraio. Per poter produrre effetto, alla domanda di candidatura dovrà allegarsi la lettera firmata dal Premier Monti con cui il Governo si impegna a sostenere i costi che deriveranno dall'organizzazione dei Giochi. L'Italia risulta essere molto in ritardo rispetto alle altre candidate che hanno già presentato i loro dossier.
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In attesa del vertice, il Primo cittadino della capitale si dimostra fiducioso e a coloro che gli chiedono se Monti appoggerà la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 risponde: "Penso proprio di sì. Monti è una persona intelligente e molto rigorosa, ha voluto studiare le carte in modo molto approfondito, sono fiducioso che la scelta non possa non essere positiva".
Molti nomi illustri hanno sostenuto la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020. Oltre a Gianni Alemanno al coro dei "si" si sono uniti: sportivi del calibro di Gigi Buffon, Valentino Rossi, Federica Pellegrini, Igor Cassina, Fiona May, Alex Zanardi; esponenti del mondo dello spettacolo, tra cui Giuseppe Tornatore, Ennio Morricone, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Raoul Bova, Alessandro Gassman, Claudia Gerini, Max Giusti, Carlo Verdone, Gigi Proietti...
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Anche il Parlamento è sceso in campo per sostenere la candidatura della Capitale: Pdl, Pd e Terzo Polo hanno presentato tre distinte mozioni per indurre il Premier Monti a garantire l'appoggio finanziario del Governo per i Giochi.
Queste le parole dell'On. Anna Paola Concia, responsabile nazionale del Partito democratico per lo sport, che parlando della mozione approvata dal Pd ha dichiarato: "La mozione, di cui sono prima firmataria, si basa sulla considerazione che, nonostante l'attuale crisi economica costringa il paese a sostenere grandi sacrifici, l'organizzazione dei giochi Olimpici rappresenta una grande opportunità di promozione dello sport per tutti e una reale manifestazione di fiducia nel futuro dell'intero paese". Il contenuto della dichiarazione, resa dall'On. Concia, riassume le posizioni congiuntamente assunte da Pdl, Pd e Terzo Polo.
Diametralmente opposte le conclusioni della Lega, che afferma di essere assolutamente contraria alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020. Una posizione espressa chiaramente dall'ex Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che attraverso Facebook ha dichiarato: "Olimpiadi a Roma, sarà un'altra grande mangiatoia? Visti i precedenti temo proprio di sì. Inutili opere faraoniche, altissimi costi, sprechi enormi, e a pagare saranno i soliti contribuenti padani. Presidente Monti, meglio lasciar perdere". Al solito ritornello della Lega, che accusa tutti di mangiare alle proprie spalle, ha immediatamente replicato il Sindaco di Roma facendo sapere di essere:"deluso dalle frasi di Maroni". Secondo Alemanno "la Lega non è turbata da Roma in sé, ma proprio dal fatto che le Olimpiadi 2020 sarebbero una grande vittoria per l'unità del nostro Paese". A ciò dovrebbe aggiungersi che la candidatura di una Città alle olimpiadi rappresenta un' ottima possibilità di sviluppo. Lo sta dimostrando attualmente Londra, che ospiterà i Giochi Olimpici di quest'anno. Le opere realizzare nella City, da quando la sua candidatura è stata approvata, hanno mostrato chiaramente che le Olimpiadi sono un'occasione per creare lavoro, per creare impianti sportivi permanenti a favore dei cittadini, per creare infrastrutture, per risanare aree degradate.
La posizione della Lega rimane, comunque, del tutto isolata. Anche nel Governo possono contarsi alcuni sostenitori del "si" alla candidatura di Roma alle Olimpiadi. Il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, pronunciandosi a favore della Capitale ha dichiarato:"spero che l'Italia candidi Roma perché questa è una grande opportunità per Roma e per l'Italia. Si deve lavorare su un progetto Olimpiadi che non dovrebbe essere incardinato tanto sulle grandi infrastrutture ma su Roma come spazio unico, straordinario, sostenibile. Oggi le candidature si basano non sui grandi impianti e il valore aggiunto può essere proprio Roma in sè: città d'arte, storica e anche sostenibile".
Non resta che attendere la decisione del Premier Monti. Se egli dovesse accordare il suo benestare alla candidatura di Roma, il problema primario diventerà la definizione del piano di investimento da 9,8 miliardi, di cui 4.7 saranno a carico dello Stato, richiesto per Roma 2020.
Una notizia delle ultime ore sembra tuttavia prospettare una diminuzione dell'impatto economico che questi Giochi avranno sullo Stato. Secondo le ultime indiscrezioni un fondo di investimenti privato ha dichiarato di voler investire 380 milioni per la costruzione della Città dello Sport di Calatrava a Tor Vergata; in cambio di questo finanziamento il Comune dovrà garantire la concessione della struttura per 25 anni e la realizzazione di 40 mila metri quadrati di spazi commerciali.
Il Sindaco di Roma, venuto a conoscenza della notizia, ha immediatamente commentato: "gli investimenti pubblici necessari all'organizzazione delle Olimpiadi 2020, grazie alla nuova proposta privata, scendono da 4,7 a 4,3 miliardi di euro e dovranno essere sostenuti dal 2014 al 2020, cioè in sette anni: a conti fatti, si tratta di poco più di 600 milioni di euro l'anno di investimenti. Un Paese che pensa di non essere in grado di fare 600 milioni di investimenti l'anno sarebbe veramente un Paese che non ha futuro e non ha speranze. Io credo che siamo perfettamente in grado di affrontare questa sfida". Alemanno ha anche sottolineato che "in questo modo, le Olimpiadi diventano un evento in attivo perché per la loro organizzazione erano previsti 4,7 miliardi di investimenti pubblici a cui faceva riscontro un ritorno fiscale di 4,6 milioni, adesso scendiamo a 4,3 miliardi contro un riscontro fiscale di 4,6 miliardi. Siamo quindi in attivo di 300 milioni". Una notizia che farà storcere il naso a coloro che definivano le Olimpiadi di Roma come "un'altra grande mangiatoia in cui ci si nutrirà alle spalle dei Popoli del nord".








