Da mesi ormai il movimento Occupy Wall Street sta scuotendo l'opinione pubblica americana e in qualche modo influenzando il dibattito politico. I manifestani protestano contro lo strapotere della finanza nei confronti della politica che non rappresenterebbe il metaforico 99% della popolazione mondiale. Ma è davvero così? Guardando alle statistiche sembra che Occupy Wall Street abbia effettivamente ragione e che il 99% di cui parlano i manifestanti non sia poi così metaforico.
Reuters
Manifestanti di Occupy Wall Street in una manifestazione a Washington.
Uno studio dell'Economic Policy Institute, organizzazione di studi economici, infatti, ha studiato l'andamento di 12 variabili economiche (tra cui i redditi, i salari e il benessere) tra il 1979 e il 2007 dividendo la popolazione americana tra l'1% più ricco, il successivo 9% ed infine il restante 90%. I risultati sono davvero sconcertanti. Ad esempio, i redditi medi annuali dell'1% delle famiglie americane più ricche sono 42 volte più grandi rispetto a quelli del restante 90%. Nel 1979 questo valore ammontava a "solo" 14 volte. Inoltre, se restringiamo la ricerca allo 0,1% più ricco i redditi salgono ancora. Questa piccola fetta di popolazione, infatti, ha un reddito medio 220 volte maggiore rispetto al resto della popolazione (nel 1979 era 47 volte maggiore). Parlando in percentuali, i redditi dello 0,1% più ricco degli americani sono cresciuti del 390% rispetto al 1979. Il successivo 1% ha visto un incremento del 224%, mentre il 90% "più povero" ha visto crescere il proprio reddito solo del 5%.
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Queste statistiche spaventose si ripetono anche per le altre variabili. I salari, ad esempio, sono cresciuti tra il 1979 e il 2007 del 324% per lo 0,1% più ricco, del 144% per l'1% successivo e del 15% per il restante 90%. Se prendiamo in considerazione le singole aziende, inoltre, vediamo cresciuta la distanza tra gli amministratori delegati e il lavoratore medio. I primi, infatti, attualmente guadagnano in media un salario che è 243 volte superiore rispetto a quello dei secondi. Nel 1965 era "solo" 24 volte superiore.
Impressionante anche l'analisi del cosiddetto "benessere", ovvero gli asset posseduti dalle famiglie (beni immobili, azioni, titoli di stato e contante) meno le passività (come ipoteche o debiti). Il "benessere" posseduto dall'1% più ricco è cresciuto del 103% dal 1983 al 2007, mentre quello posseduto dalla classe media è cresciuto del 48%. Le cose sono leggermente cambiate con l'avvento della crisi economica e finanziaria. Tra il 2007 e il 2009, infatti, la classe media ha visto una riduzione di "benessere" del 13% mentre l'1% più ricco ne ha risentito molto di meno con un aumento di questo valore di "solo" il 48%.
Se la responsabilità di questa disuguaglianza può essere additata alla finanza, che ha aumentato i suoi profitti fino al 7,6% del pil americano, parte della colpa deve essere data anche alla politica. Uno studio del Congressional Budget Office, infatti, ha messo in luce che dal 1979 al 2007 le tasse per l'1% più ricco della popolazione americana sono scese dal 37 al 29,5%.
Insomma, le problematiche sollevate da Occupy Wall Street, come possiamo vedere, sono problematiche reali e la politica statunitense (come del resto l'intera classe politica occidentale) dovrebbe iniziare a rendersene conto se vuole evitare di sollevare una tensione sociale che è già alle stelle.








