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Di Federico Artizzu | 19.03.2012 14:05 CET

Due giorni dopo la protesta formale di Tokyo sull'ingresso di una nave cinese nelle acque territoriali contese nei pressi delle isole Senkaku (o Diaoyu secondo Pechino), il Premier giapponese Yoshiko Noda ha avvertito del preoccupante accumulo di forza militare cinese nelle acque del Pacifico.

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Durante un discorso pubblico, Noda ha identificato nella Cina e nella Corea del Nord le principali sfide militari che il Giappone si trova ad affrontare in Asia. Soltanto venerdì scorso, una nave cinese sarebbe entrata nelle acque territoriali giapponesi adiacenti alle isole Senkaku, attualmente amministrate dal Governo nipponico ma rivendicate storicamente dalla Repubblica Popolare Cinese. Stando a quanto rivelano fonti di Tokyo la nave cinese sarebbe entrata nelle acque territoriali giapponesi nonostante i ripetuti avvertimenti di una motovedetta nipponica. In risposta il Governo giapponese ha convocato l'ambasciatore cinese per protestare contro quella che è stata definita una questione "estremamente grave" ed "inaccettabile", due termini questi che nel gergo diplomatico sono considerati tra i più duri possibili.

I nazionalisti giapponesi, sempre più influenti nella vita politica di Tokyo, sono ancora infastiditi dalla recente sconfitta diplomatica del settembre 2010, quando sotto intese pressioni di Pechino, Tokyo è stato costretto a scarcerare il capitano di un peschereccio cinese che era stato arrestato per aver violato le acque territoriali delle Senkaku. Giovedì scorso il capitano è stato incriminato in contumacia dalla magistratura giapponese. Noda che anche prima di diventare Primo Ministro è sempre stato particolarmente attivo sul tema del crescente militarismo cinese ha cercato comunque di incrementare gli scambi economici con la Cina. La settimana scorsa il Giappone, insieme a Stati Uniti ed Unione Europea, hanno presentato una richiesta di sanzioni contro la Cina alla World Trade Organization, accusando Pechino di aver messo un freno all'esportazione di "terre rare" - minerali come l'ittrio e il cerio, indispensabili per tutti i settori industriali e ad alta tecnologia. Gli investitori e le grandi case produttrici giapponesi sono sempre più preoccupati che le rivalità geopolitiche possano infine portare danni economici alla traballante economia nipponica.

Yoshihiko Noda
(Foto: Reuters / Yuriko Nakao)
Il Premier giapponese
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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