Sciopero generale in Portogallo. I portoghesi temono di fare la fine della Grecia.

Il più grande sindacato dei lavoratori portoghesi, la Confederazione generale dei lavoratori portoghesi (CGDT) ha indetto per oggi uno sciopero generale per protestare contro le misure di austerity e le riforme del lavoro decise dal Governo.

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Di Federico Artizzu | 22.03.2012 11:27 CET

 

Il più grande sindacato dei lavoratori portoghesi, la Confederazione generale dei lavoratori portoghesi (CGDT) ha indetto per oggi uno sciopero generale per protestare contro le misure di austerity e le riforme del lavoro decise dal Governo.

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Il terzo sciopero generale dal 2010 ed il secondo da quando Lisbona ha richiesto un piano di salvataggio da 78 miliardi di euro, giunge in un momento in cui tra la popolazione c'è il crescente timore che il Paese sarà costretto a richiedere nuovi aiuti a Unione Europea e FMI.

I dati sull'aumento del deficit pubblico, pubblicati ieri, con un calo delle entrate e un contestuale aumento delle spese, fanno da cornice allo sciopero generale che si prevede causerà particolari disagi specialmente nel settore dei trasporti.

Oltre alla flessione economica - con un PIL previsto in contrazione del 3,3% per quest'anno - e all'alto tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 14,8%, i lavoratori portoghesi sono estremamente preoccupati per il disegno di legge sulla riforma del lavoro che a breve sarà portato davanti al Parlamento per la sua approvazione.

Quello che dal sindacato è stato definito "un atto di guerra contro i lavoratori" prevede la cancellazione di diversi diritti: tra questi spiccano l'abolizione di ogni vincolo al licenziamento e la riduzione del sussidio all'occupazione, pensato dal Governo per aumentare la competitività del Paese.

Diversamente dallo scorso novembre, però, quando a scendere in piazza i sindacati furono uniti, questa volta la CGDT sarà sola. L'altro maggiore sindacato, l'unione generale dei lavoratori (UGT), infatti, ha deciso di non aderire dopo il patto firmato con il Governo di Lisbona lo scorso 18 gennaio.

Gli analisti politici ed economici che hanno sempre considerato i lavoratori portoghesi pacifici e poco inclini alle rivolte a differenza dei loro colleghi greci, stanno gradualmente rivedendo le loro convinzioni.

Il calo dei salari e quello dell'occupazione, l'aumenti delle imposte e la riduzioni dei servizi assistenziali stanno mettendo a dura prova la pazienza della popolazione portoghese. 

 

 

lavoratori portoghesi che manifestano
(Foto: reuters / Jose Manuel Ribeiro)
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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