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Di Dario Saltari | 22.03.2012 17:51 CET

A partire dal 2022 dovremo iniziare a preoccuparci delle nostre forniture d'acqua. Quest'ultima, infatti, diverrà col tempo una delle cause principali di guerre e tensioni politiche. Ad affermarlo è un'agenzia dell'intelligence americano con uno studio, dal nome "Global Water Security", commissionato dal Segretario di Stato statunintense, Hillary Clinton, e pubblicato non casualmente oggi, giornata mondiale dell'acqua.

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"La mancanza d'acqua, la bassa qualità della stessa e le alluvioni aumenteranno probabilmente l'instabilità (politica) e il fallimento degli stati ed esacerberà le tensioni regionali" si legge nel comunicato di presentazione diramato oggi dall'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale. Se nei prossimi dieci anni i conflitti derivanti da contese per l'acqua sono considerati "poco probabili", dal 2022 in poi, invece, la domanda mondiale d'acqua aumenterà contemporaneamente alla diminuzione della disponibilità di acqua potabile, rendendo sempre più difficile la gestione delle tensioni derivanti dalla gestione delle riserve idriche.

Le regioni che saranno maggiormente interessate al fenomeno, calcolando l'andamento demografico ed economico, saranno il Nord Africa, il Medio Oriente e l'Asia meridionale. Il bacino idrico del Nilo, ad esempio, sarà sempre più conteso tra l'Egitto e gli altri paesi attraversati dal fiume come il Sudan, il Sud Sudan e l'Uganda. La riduzione della capacità idrica del Giordano, invece, renderà sempre più difficile la collaborazione tra le popolazioni palestinesi e lo stato di Israele. Le acque del Mekong, infine, renderanno più complessa la collaborazione futura nel sud-est asiatico. La scarsità d'acqua unita alla povertà, alla tensione sociale e all'instabilità politica, inoltre, renderà possibile il fallimento di molti stati in queste regioni, come d'altra parte sta già accadendo in Yemen, ad esempio.

L'acqua, afferma inoltre il dossier, potrebbe diventare anche un obiettivo degli attacchi terroristici del futuro. "L'uso dell'acqua come un'arma o come prossimi obiettivi terroristici diventerà più probabile tra un decennio" si legge nel documento che aggiunge "la paura di alluvioni o della perdita delle risorse idriche metterà in agitazione l'opinione pubblica e costringerà i governi a prendere misure costose per proteggere le infrastrutture idriche". Questo tipo di prospettiva è condivisa anche dalla Clinton. "Queste minacce sono reali e sollevano serie preoccupazioni sulla sicurezza" ha affermato il Segretario di Stato americano.

Acqua
(Foto: Reuters / Akhtar Soomro)
Un uomo mentre sistema in fila delle bottiglie d'acqua.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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