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Di Federico Di Gioia | 23.03.2012 17:39 CET

Al Congresso degli Stati Uniti è stato presentato l'Iron Dome Support Act, un provvedimento che darebbe al presidente Barack Obama la possibilità di fornire assistenza finanziaria a Israele per la costruzione del suo sistema di difesa anti-missilistica. L'anno passato il Congresso aveva approvato un budget di 205 milioni di euro da destinare alle casse di Gerusalemme in favore della costruzione della Iron Dome, la Cupola di Ferro che protegge gli abitanti israeliani dagli attacchi missilistici provenienti da oltreconfine.

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Durante la recente escalation tra Israele e Gaza sono stati lanciati dall'enclave palestinese centinaia di razzi Katyusha, molti dei quali sono stati intercettati proprio dall'Iron Dome che ha così evitato vittime tra i civili e un'escalation della crisi. Il sistema anti-missile, infatti provvede, oltre a proteggere i civili, a dissuadere i palestinesi dal lancio di ulteriori vettori. Questo apparato di deterrenza, unito agli attacchi mirati dell'aviazione militare israeliana sulla Striscia di Gaza, ha fatto sì che la crisi rimanesse isolata e non degenerasse in un più ampio conflitto che avrebbe di certo provocato una dura risposta, anche terrestre, da parte di Israele. A Gaza, però, non hanno dimenticato l'operazione Piombo Fuso della fine del 2008 e a Gerusalemme si vedono ancora i segni della severa reazione diplomatica della comunità internazionale di fronte a un intervento militare che molti giudicarono sproporzionato rispetto alle reali necessità.

Ecco perché l'Iron Dome può rivelarsi la soluzione migliore per tutti, in particolar modo in questo momento di crescenti tensioni nella regione mediorientale. L'inasprimento delle sanzioni contro Teheran e il suo programma nucleare sta attendendo di provare il suo valore, mentre si continua a parlare di un attacco militare israeliano nei confronti dell'Iran. La crisi in Siria, invece, comporta un'inevitabile coinvolgimento di altri paesi vicini di Israele, primo fra tutti il Libano, dove opera Hezbollah. La capacità offensiva dell'organizzazione islamica con base a nord di Israele è certamente maggiore rispetto a quella proveniente dalla Striscia di Gaza a sud. Gerusalemme , però, non vorrebbe trovarsi nella contingenza di dover testare il suo sistema anti-missile sotto attacco contemporaneamente da nord e sud. In questo momento è altamente improbabile che ciò accada, anche perché la sfuriata palestinese di questo marzo sembra aver esaurito le sue cartucce ed Hezbollah sta affrontando le conseguenze della rivolta in Siria, ma non è detto che in futuro ciò non possa accadere, soprattutto se le tensioni in Medio Oriente non dovessero ritrovare un loro equilibrio.

Israele sta pensando di allestire una quarta installazione del sistema Iron Dome e non sembra intenzionato a tagliare sul suo programma di difesa. L'ambasciatore israeliano a Washington ha di recente fatto sapere che Gerusalemme vorrebbe arrivare a un totale di dieci sistemi Iron Dome, quanti si giudicano necessari a proteggere l'intero suolo di Israele. Al Congresso statunitense l'idea, evidentemente, piace e, con un consenso bipartisan, Washington si appresta a finanziare a piene mani il progetto.

An Iron Dome launcher fires an interceptor rocket near Ashdod
(Foto: Reuters / NIR ELIAS )
Un missile dell'Iron Dome sparato vicino ad Ashdod
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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