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Di Arianna Adamo | 04.04.2012 14:32 CEST

La qualità, tutta italiana, trionfa in Cina e rende di più. Ne sa qualcosa Chon Yun che con la sua griffe Marisfrolg sta spopolando in tutto il continente grazie anche alla stoffa della sua collezione, di provenienza italiana.

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Il nostro sistema tessile non può che esserne felice:”La signora Chon Yun è arrivata da noi per la prima volta quattro anni fa e ha comprato quattrocento metri di tessuto” afferma Simone Guicciardini, managing director per l'Asia del Lanificio Fratelli Cerruti. ”Man mano è passata a migliaia di metri, ormai è un'habituè”.

Non è un caso che tutti quelli che vogliono sfondare nel mondo della moda si rivolgano al made in Italy, vista la qualità dei prodotti ma anche la manualità e un'artigianalità che continuano a non avere eguali in tutto il mondo. Secondo i dati Istat, il saldo negativo dell'interscambio dell'industria tessile italiana con la Cina, nel 2011, ha registrato un miglioramento rispetto al deficit di 344 milioni del 2010. Sono 170 le aziende italiane a Pechino tra pelletteria, tessile e abbigliamento.

Ad aprile Gucci esporrà la collezione autunno-inverno 2012-13 a Shanghai e anche Armani ha deciso che nel mese di maggio farà sfilare la sua collezione uomo e donna a Pechino. Il motivo? Catturare la ricchissima clientela asiatica: la grande Cina consuma 17,6 miliardi di euro per i beni di lusso e si classifica al terzo posto sotto gli Usa (con 48,1 liliardi) e il Giappone (con 18 miliardi); l'Italia è comunque al quarto posto con 16,6 miliardi di euro.

Si stima che in Cina, durante le vacanze di fine 2011, si sono spesi un miliardo di dollari al giorno circa per i beni di lusso. I nuovi ricchi sono in crescita e raggiungeranno, nel 2015, una popolazione pari a quella italiana. Il mercato cinese diventerà un must per le grandi griffe e il governo sta puntando a stimolare i consumi interni e a rallentare lo shopping di lusso all'estero, riducendo i dazi doganali: ad oggi, infatti, i beni di lusso acquistati in Cina hanno un prezzo superiore a quelli presi in altri paesi.

Per ovviare questo problema è arrivato l'annuncio che nel 2012 saranno tagliate le tasse su oltre 600 prodotti. La Cina è avanti anche nella tecnologia: il 63% dei consumatori, negli ultimi 12 mesi, hanno fatto ricerche online prima dell'acquisto, cifra superiore a quella negli Stati Uniti, pari al 50%. La Repubblica Popolare supererà gli Usa con oltre 370 miliardi di dollari di acquisti sul web in tutti i settori merceologici. La Cina è la leader del futuro: la crescita di un paese che sa come arrivare all'obiettivo finale, attuando le scelte giuste, dalla stoffa pregiata italiana allo spazio web nella vita di tutti i giorni. Una qualità che punta la progresso.

Una coppia cinese passeggia davanti a un cartellone pubblicitario della griffe Gucci nel centro di Beijing.  Ad aprile Gucci esporrà la collezione autunno-inverno 2012-13 a Shanghai.
(Foto: .REUTERS / David Gray )
La Cina si veste made in Italy e gli stilisti italiani puntano sui ricchi acquirenti asiatici per le collezioni 2012.
This article is copyrighted by International Business Times.
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