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Di Federico Artizzu | 06.04.2012 10:14 CEST

Un alto diplomatico cinese ha detto che un attacco contro l'Iran avvierebbe una rappresaglia devastante che destabilizzerebbe l'intera regione e distruggerebbe la ripresa economica globale, aggiungendo che la comunità internazionale dovrebbe evitare ad ogni costo il possibile scoppio di un conflitto.

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I commenti che rappresentano uno dei più forti avvertimenti della Cina di non usare la forza per risolvere la controversia con l'Iran, giungono dal capo della divisione per l'Asia occidentale e gli affari nordafricani del Ministero degli Esteri di Pechino, Chen Xiaodong. La Cina che ha strettissimi legami commerciali con l'Iran, dal quale importata una larga parte del suo fabbisogno energetico, ha da tempo sollecitato l'Occidente a trovare una soluzione diplomatica alla questione iraniana, opponendosi all'uso della forza e alle sanzioni economiche unilaterali.

"Se verrà usata la forza contro l'Iran, ci saranno sicuramente ritorsioni, si provocherà uno scontro militare ancor maggiore, peggiorando le turbolenze nella regione, minacciando la sicurezza dello Stretto di Hormuz e di altri passaggi strategici facendo così salire i prezzi del petrolio e dando un colpo mortale alla ripresa economica globale", ha detto Chen. "Ci possono essere 10.000 motivi per andare in guerra, ma non si può porre rimedio alle terribili conseguenze di far precipitare il popolo nella miseria e nella sofferenza con il crollo della società e dell'economia causato dalle fiamme delle guerra", ha aggiunto.

Nelle ultime settimane Russia e Cina hanno espresso una preoccupazione crescente sulla possibilità che Israele lanci un attacco preventivo contro le infrastrutture nucleari dell'Iran. Mosca ha addirittura avvertito che un blitz militare sarebbe contrario al diritto internazionale senza però specificare che tipo di ritorsioni potrebbe mettere in atto nel caso ciò avvenisse.

Durante una visita a Pechino, il mese scorso, il Ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman ha fatto capire alla leadership cinese che Israele potrebbe lanciare un attacco contro l'Iran nonostante i ripetuti inviti di Cina e Russia a consentire che la diplomazia faccia il suo corso. Tel Aviv probabilmente ritiene che minacciando di guerra l'Iran possa spingere la Cina, partner economico fondamentale di Teheran, ad esercitare pressioni sulla leadership iraniana e portarla a fermare il suo programma nucleare. Non è chiaro tuttavia quanto la Cina sia disposta a rischiare il suo business con l'Iran per accontentare le potenze occidentali.

Chen ha concluso il suo lungo intervento chiedendo che tutte le parti riprendano il dialogo il più presto possibile. I colloqui tra l'Iran e le principali potenze mondiali sono previsti per il prossimo 13-14 aprile, ma nelle ultime ore è in atto un tentativo di Teheran di rinviare l'inizio dei negoziati che preoccupa fortemente le diplomazia occidentale che teme sia solo un modo dell'Iran di prendere tempo ed andare avanti con il suo programma nucleare. 

Da non perdere: L'intelligence USA avverte: l'Iran continua ad avanzare il suo programma nucleare. Missili ed armi chimiche preoccupano i militari americani

forze navali iraniane durante un'esercitazione militare nel Golfo Persico
(Foto: reuters / Stringer Iran)
forze navali iraniane durante un'esercitazione militare nel Golfo Persico
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