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Di Stefano Consiglio | 06.04.2012 17:13 CEST

Oggi I ribelli Tuareg, riuniti nel Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, hanno ufficialmente proclamato l’indipendenza della Regione. L’annuncio è stato fatto da Billal Ag Acherif, segretario generale dell’MNLA, sul sito internet del movimento. Oltre a proclamare la propria indipendenza, i Tuareg hanno rivolto un appello alla comunità internazionale “di riconoscere immediatamente, in uno spirito di giustizia e pace, lo Stato indipendente di Azawad”. Per cercare di ottenere il favore dell’occidente e dell’Unione africana, il segretario generale dell’MNLA ha aggiunto questa dichiarazione di intenti: “Rispetteremo in pieno i dettami della Carta dell'Onu. Promettiamo di lavorare per garantire la sicurezza nella regione, e di costruire delle istituzioni che siano in grado di dare vita ad una Costituzione democratica per uno Stato indipendente”. A chi gli domanda quale organo guiderà la Regione in questa fase di transizione, il portavoce del movimento ha risposto: “Una commissione del MNLA gestirà gli affari correnti fino a quando non sarà nominato un governo”.

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Immediata la reazione dell’Unione africana che non solo ha disconosciuto l’indipendenza proclamata dall’MNLA, ma ha anche invitato la comunità internazionale a avallare la decisione presa dall’organizzazione che riunisce i Paesi africani.
Dello stesso tenore le parole del portavoce dell’Alto rappresentante per gli affari esteri dell’Unione europea, Catherine Ashton, che parlando dell’indipendenza dell’Azawad ha dichiarato: “Nel corso dell'intera crisi abbiamo sempre messo in chiaro che l'Ue rispetta l'integrità territoriale maliana, e che ogni soluzione politica va trovata nell'ambito dell'ordinamento costituzionale attuale”.

La regione dell’Azawad, collocata nella parte settentrionale del Paese, è un’area principalmente desertica con una superficie più ampia dell’Inghilterra o della Francia. I Tuareg, una popolazione berbera che vive nomade nel deserto del Sahara, hanno sempre rivendicato il dominio sul territorio, da loro occupato sin dai tempi dell’impero Mali. La popolazione autoctona di questa regione ha iniziato a scontrarsi con il governo maliano a partire dagli anni 60, cioè da quando è cessato il dominio coloniale francese. Prima dell’indipendenza, la regione dell’Azawad era completamente dominata dalla Francia; quando nel 1960 i francesi abbandonarono la regione, il suo territorio venne suddiviso fra diversi Stati, rendendo difficile se non impossibile ai Tuareg vivere la vita nomade che li ha sempre caratterizzati. Ciò ha spinto le popolazioni berbere a combattere il governo maliano nel tentativo di ottenere l’indipendenza della Regione.

Ad una prima analisi si potrebbe ritenere che il Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, abbia realizzato lo scopo per cui è stato costituito. Il problema è che né l’Unione africana né l’Ue hanno riconosciuto alcun valore alla dichiarazione resa dall’MNLA.
Ma per quale motivo l’Ue e l’Unione africana sono contrarie all’indipendenza dell’Azawad? Secondo molti ciò che più preoccupa la comunità internazionale è la possibilità che l’Azawad divenga un centro nevralgico degli integralisti islamici. L’MNLA, infatti, è riuscita a conquistare in poche settimane le aree settentrionali del Mali, solamente grazie all’assistenza fornita dalle milizie jihadiste guidate da Iyad Ag Ghaly, il leader ultraradicale dei Difensori della Fede, un movimento vicino all’ Aqmi, il braccio armato di Al Qaeda nel Maghreb Islamico.
Alcuni esperti ritengono che l’ MNLA controlli solo formalmente la Regione, in quanto tutti i poteri sarebbero concentrati nelle mani degli integralisti islamici. Una conclusione a cui sono giunti, fra gli altri, anche i militari golpisti presenti a Bamako, che hanno commentato con queste parole la dichiarazione dei Tuareg: “Per quanto ne sappiamo noi l'MLNA al momento non controlla un bel niente. E’ Iyad il più forte, è lui che sta con Al-Qaeda”.

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Mali: golpisti alle strette
(Foto: reuters / David Lewis)
Tuareg
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