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Di Francesco Angelini | 11.04.2012 15:10 CEST

Con il decreto liberalizzazioni (1/12), convertito oramai in legge, è stata introdotta nel nostro ordinamento la c.d. SSRL (società semplificata a responsabilità limitata): nell'ottica del governo, essa dovrà essere il principale punto di partenza per l'avviamento di nuove imprese giovanili: infatti le sue due principali caratteristiche sono che possono essere costituite solamente da soci che non abbiano raggiunto i 35 anni di età e possono essere avviate con un capitale minimo pari a 1 euro (rispetto ai 10mila € delle s.r.l. e dei 120mila € delle s.p.a.).

Reuters
Denaro nella filiale di una banca.

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Ma procediamo con ordine: in primo luogo la ssrl è una società di capitali, il che significa principalmente che si basa su un sistema secondo il quale per i debiti che la società contrae, risponde solo il patrimonio della società stessa, senza intaccare in nessun modo il patrimonio personale dei singoli soci (tipici esempi di società di capitali sono le società per azioni e le società a responsabilità limitata) e inoltre il trasferimento di quote da un socio a un altro non richiede la modifica del contratto di società, la qual cosa costituisce un maggiore incentivo al trasferimento delle quote (non necessitando dell'unanimità dei consensi che si richiederebbe per la modifica del contratto stesso, il che vale a dire: le quote sono liberamente trasferibili).

Non si tratta però di un nuovo tipo di società di capitali, ma solo di una nuova modalità di costituzione di una srl, semplificata per venire incontro alle esigenze della nascente imprenditoria giovanile.

Analizziamo le caratteristiche principali:

  • La società può essere costituita con contratto o con atto unilaterale (quindi anche da un unico socio);

  • Può essere costituita solo da persone fisiche (non possono essere soci le persone giuridiche, quali snc, società cooperative, spa ecc)

  • Tutti i soci non devono avere un'età superiore ai 34 anni: qualora un socio superi questa età, deve essere escluso dalla società, mentre nel momento in cui tutti i soci giungano a tale soglia, la ssrl dovrà sciogliersi o trasformarsi in un altro tipo societario (presumibilmente una srl normale);

  • L'atto costitutivo deve essere redatto con atto pubblico, il che vuol dire che si necessiterà della predisposizione da parte di un notaio, ma non è a lui dovuto compenso alcuno per la registrazione di quest'atto;

  • La società può avere anche un capitale minimo di un solo euro, ma esso non può superare la soglia di 9999 euro;

  • Gli amministratori della società devono essere per forza soci della stessa, mentre gli organi di controllo qualora siano presenti, possono anche essere persone estranee alla compagine sociale;

  • Per la restante disciplina si applicano le norme riguardanti la società a responsabilità limitata, in quanto compatibili.

E' ora necessario però porre in rilievo anche alcuni problemi.

In primo luogo infatti è inutile dire come ad oggi, seppur la legge di conversione sia entrata in vigore, non si possono ancora costituire ssrl: si dovranno aspettare poco meno di due mesi prima dell'emanazione di un decreto interministeriale, che stabilirà le modalità di registrazione delle suddette società.


Secondariamente all'interno della legge sussiste un'evidente contraddizione data dal fatto che la società nasce per semplificare e rendere meno costoso l'accesso dei giovani all'attivià imprenditoriale, ma al tempo stesso deve essere costituita con atto pubblico, il che significa la presenza di un notaio; sebbene la legge stessa dica che non sono dovuti onorari al professionista per l'atto e la sua iscrizione nel registro delle imprese, ciò non toglie che per le eventuali modifiche dell'atto costitutivo stesso e per i trasferimenti di quote, esso sarà sempre necessario.


Infine invitiamo i "giovani imprenditori" a non farsi tradire dalla lettera della norma che dispone che il capitale minimo può essere anche di 1 euro: infatti dovendosi applicare la disciplina delle srl, si applicheranno anche le sue cause di scioglimento, tra le quali risulta la diminuzione del capitale oltre il minimo legale per perdite pari a 1/3 del capitale stesso. Tutto ciò vuol dire che se la società appena costituita dovesse perdere una somma pari a 0,34 € dovrebbe subito ricapitalizzarsi(con spese notarili e di registrazione) oppure dovrebbe sciogliersi (con conseguenti spese di liquidazione).

Quando si dice che non è oro tutto quel che luccica...

[Si ringrazia il dott. Domenico Meringolo dell'università di Roma "Sapienza" per il materiale messo a disposizione]

 

 

 

Denaro nella filiale di una banca.
(Foto: Reuters / Andrea Comas)
Denaro nella filiale di una banca.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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