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Di Stefano Consiglio | 11.04.2012 18:24 CEST

Dal 2008 una delle più gravi crisi economiche di cui l’uomo ha memoria attanaglia tutto il mondo occidentale. I piccoli comuni, una volta protetti dalle amministrazioni centrali, sono oggi ridotti sul lastrico, costretti ad ingegnarsi per sanare un debito pubblico sempre più elevato.

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Fra i vari espedienti, ideati dagli amministratori delle migliaia di comuni presenti in tutta Europa, ce n’è uno che è subito diventato famoso in tutto il mondo: coltivare la cannabis per sanare il debito pubblico. Questa decisione è stata presa dagli abitanti di Rasquera, un comune catalano di 900 anime, a seguito di un referendum che ha visto il si vincente con il 56% dei voti.

Rasquera è un piccolo comune sito nella Spagna settentrionale; la sua economia si è fin ora sorretta grazie alla coltivazione delle olive e alla vendita dell’olio da esse ricavato. Il commercio dell’olio, tuttavia, non sembra essere sufficiente a soddisfare i bisogni economici di questo comune che nel tempo ha maturato un debito pubblico pari a 1,3 milioni di euro.

Costretti dalle necessità finanziarie, i membri della Giunta comunale hanno proposto un referendum per valutare la disponibilità della popolazione ad accettare la proposta dell’Associazione di Barcellona per il consumo privato di cannabis, un’organizzazione composta da 5.000 membri il cui scopo e di gestire collettivamente la coltivazione di cannabis per uso personale. In Spagna l’uso della Cannabis non è infatti vietato, essendo illegale solamente la vendita.

Ora che la popolazione si espressa positivamente sul referendum, il sindaco di Rasquera potrà affittare all’ Associazione i setti ettari di terreno richiesti. In cambio di questa concessione, l’organizzazione verserà al comune 650.000 Euro l’anno, una somma che permetterà il rientro del debito pubblico nel giro di due anni.

Il fatto che il referendum abbia vinto con il 56% dei voti favorevoli, anziché con il 75% atteso dalla Giunta, mette in evidenza che la popolazione di Rasquera è divisa rispetto a questa iniziativa.
Coloro che hanno votato positivamente sottolineano che la coltivazione di cannabis non solo porterà al risanamento del debito pubblico, grazie ai 650.000 versati ogni anno per l’affitto dei terreni, ma avrà anche un effetto positivo sul turismo.
Del tutto opposta la posizione dei cittadini più anziani che, come fossero una sola voce, ricordano: “La cannabis è una droga. Ci hanno insegnato che è una droga cattiva e continuo a pensarlo”

Cannabis
(Foto: Reuters / )
Una piantagione di cannabis.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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