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Di Stefano Consiglio | 12.04.2012 16:11 CEST

Bamako 12 aprile. Oggi Dioncounda Traoré, già presidente del Parlamento maliano, è stato nominato presidente ad interim della nazione. Traorè ha prestato giuramento nella città di Bamako, occupata fino ad oggi dai golpisti guidati dal capitano Sanogo.

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Questo processo di transizione è stato possibile grazie alle pressioni esercitate dalla comunità internazionale, in particolare dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, che dopo una serie di trattative ha convinto il leader dei golpisti, il capitano Sanogo, facendogli accettare la nomina di Traorè a presidente ad interim del Mali. In cambio di questo passo indietro a Sanogo sarebbe stato garantito il diritto di prendere parte al governo di transizione.
Fondamentali sono state, inoltre, le dimissioni dell’ex presidente Tourè: secondo la costituzione maliana, infatti, in caso di dimissioni del presidente del Governo, nella sua carica subentra il Presidente del Parlamento per un periodo compreso fra 21 e 40 giorni.

Il neo-presidente rimarrà dunque in carica per 40 giorni, trascorsi i quali dovrà garantire lo svolgimento di regolari elezioni democratiche. Molti, tuttavia, ritengono che tale termine non sia sufficiente a preparare il Paese alle elezioni e che sia necessario un tempo più lungo.

Quale che sia il termine ultimo di scadenza del suo mandato, il Presidente Traorè dovrà affrontare molte sfide. Il Mali è, infatti, attanagliato da una gravissima siccità resa ancor più grave dalle centinaia di migliaia di profughi che stanno fuggendo dalle regioni settentrionali del Paese, recentemente conquistate dai Tuareg.
Il 6 Aprile i ribelli Tuareg, riuniti nel Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, proclamarono ufficialmente l’indipendenza della Regione. La comunità internazionale, in particolare l’Unione africana e l’Unione Europea, risposero con prontezza disconoscendo le rivendicazioni dei Tuareg.
Oggi il Presidente Traorè, consapevole del fatto che non sarà possibile utilizzare la diplomazia per convincere i Tuareg ad abbandonare le città conquistate, ha inviato un appello alla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, richiedendo l’invio di aiuti ai militari maliani impegnati a combattere i ribelli. L’organizzazione ha risposto all’appello facendo sapere che non esclude la possibilità di un intervento diretto per sedare la rivolta.

Nel frattempo i Tuareg stanno studiando la strategia migliore per resistere, non solo agli attacchi delle forze militari maliane, ma soprattutto alle pressioni della comunità internazionale. Secondo alcune fonti i leader del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, avrebbero inviato un messaggio ai miliziani di Al Qaeda nel Maghreb islamico chiedendogli di abbandonare la nazione ; una mossa che avrebbe lo scopo di scongiurare i timori della comunità internazionale, circa la possibilità di una radicalizzazione di Al Qaeda nella regione. Questa decisione appare, tuttavia, palesemente in contrasto con un messaggio pubblicato su un sito dei ribelli e indirizzato ai leder del Marocco, che qualche giorno fa si erano rifiutati di riconoscere l’indipendenza dell’Azawad: “Il Marocco deve capire che noi dopo la conquista dell’Azawad non torniamo indietro, e se non ci riconoscono potremmo allearci con l’Algeria e con il Fronte Polisario”.

La strategia dei Tuareg appare dunque incerta per non dire ambigua. La possibilità che i ribelli riescano ad ottenere il riconoscimento della comunità internazionale, è quantomeno improbabile. Una cosa però è certa: il Presidente Traorè non dispone di forze sufficienti a sconfiggere i Tuareg. A questa conclusione si giunge con facilità ricordando che il colpo di stato del 21 Marzo era stato causato dalle continue lamentele dei militari maliani, che denunciavano al Governo centrale la mancanza delle risorse necessarie a combattere i ribelli. Per sconfiggere i Tuareg sarà dunque necessario l’intervento della comunità internazionale, che non può considerarsi affatto scontato.

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Traorè
(Foto: Reuters / )
Una foto del neo-eletto presidente ad interim del Mali, Dioncounda Traoré
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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