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Di David Pascucci | 13.04.2012 12:28 CEST

C'è chi supporta il Governo Monti e chi, invece, non si sente rappresentato dal Governo, tantomeno dalle politiche messe in atto da quest'ultimo. Il Governo Monti, il famoso governo voluto dall'Europa (da chi?) sta mettendo in atto msiure di austerity, le stesse misure che hanno portato nel baratro Atene.

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La classe media italiana non riesce ad affrontare le spese quotidiane con la stessa leggerezza di una volta (prima dell'euro), ora non si riesce ad arrivare alla quarta settimana del mese. Un perché a tutto ciò esiste, guardiamo i dati Istat per capire il motivo per cui l'Italia sta andando nella direzione sbagliata.

Produzione Industriale a febbraio 2012 al -6,8%, da più di un anno in un trend discendente che nn sembra accennare ad invertire. Il calo della produzione industriale, è sintomo della più alta probabilità di recessione per il nostro paese in quanto, una produzione industriale discendente, non può che tradursi in un Pil sempre minore di anno in anno.

Prezzi al consumo al 3,3%. Il dato è preoccupante in quanto influenzato dagli aumenti della benzina che incidono sul reddito mensile dei lavoratori che sono costretti a percorrere diversi chilometri con i propri mezzi. Inoltre viene penalizzato il trasporto su gomma: vedremo a breve aumenti del 5% sui prezzi dei beni alimentari e di prima necessità.

Disoccupazione al 9,3% a febbraio con disoccupazione giovanile al 31,8%. In sostanza il paese non domanda più forza lavoro in quanto le imprese, diminuendo la produzione, richiedono meno forza lavoro. Il dato più preoccupante è la disoccupazione giovanile: 1 giovane su 3 è senza lavoro. Questo dato sta ad indicare come le imprese non richiedono più giovani, il futuro del nostro paese. L'emigrazione è difficile, specie in Europa, in quanto la situazione italica è comune in altri paesi dell'area euro.

Le retribuzioni sono passate da 2,2% di febbraio 2011 al 1,4 di febbraio 2012, una diminuzione del 40%. La poca forza lavoro che c'è non è ben retribuita, in pratica le imprese (che non producono) si ritrovano costrette a sfruttare i lavoratori, lavoratori che spendono poco per via del loro basso salario.

In tutto ciò, il Pil del quarto trimestre 2011 è in discesa dello 0,4%.

In sostanza, facendo un breve resume: produzione in calo per via della bassa domanda dovuta alle basse retribuzioni e all'alta disoccupazione. La domanda è inoltre aggravata dall'inflazione crescente che va a "rosicchiare" parte del salario dei lavoratori. Dimuita quini la propensione al risparmio a danno delle banche che, non avendo più fondi, non possono concedere mutui/prestiti a imprese e famiglie.

Insomma, una spirale di negatività che si può abbattere tramite uno shock positivo, ovvero innescando un qualcosa di positivo all'interno di uno degli anelli della catena (imprese, famiglie, banche)

In questa situazione, con che coraggio un governo tecnico applica misure restrittive? Secondo il trattato di Maastricht,  se un paese è in recessione, si può evitare il perseguimento del pareggio di bilancio. Perché il Governo persegue il pareggio di bilancio se siamo in recessione?

Il Governo di "questi" tecnici è un governo fatto da macchine. Il Governo segue il comando "pareggio di bilancio" ed esegue le migliori strategie contabili per arrivarci, al di là che esse comportino lo sfacelo sociale. Il "computer" non calcola però le variabili umane come la felicità  e la spinta emotiva delle persone in quanto variabili non misurabili a livello quantitativo. Creare degli shock (che il computer evita per definizione) positivi comporterebbe una reazione a catena positiva: un esempio può essere rappresentato dalla riduzione drastica delle imposte e delle tasse che aumenterebbe il potere d'acquisto e, di conseguenza, aumenterebbe la domanda e l'offerta di beni con il conseguente aumento della forza lavoro. Qui invece si fa il contrario, a tal punto che diversi imprenditori hanno preferito suicidarsi pur di continuare una vita con pessime aspettative.

Se continuiamo di questo passo, faremo la fine della Grecia. 

 

 

Monti
(Foto: Reuters / )
Monti dopo un incontro internazionale
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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