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Di Paolo Gaspare Conforti di Lorenzo | 17.04.2012 14:55 CEST

Finanziamento pubblico comparato. Il sistema di finanziamento pubblico ai partiti politici, oggi vigente in Italia, prevede una ripartizione per "aree elettorali" rispettivamente per Camera, Senato, regionali ed europee. L'importo rilasciato dallo Stato è di 1 euro per ogni anno di legislatura per ciascun cittadino iscritto alle liste elettorali della Camera. La stima complessiva equivalente è di 200 milioni di euro all'anno ripartiti per liste elettorali che superano la soglia minima di voti o di eletti. In Germania, il rimborso è pari a 70 cent. di euro per ogni voto effettivamente ricevuto (e non solamente iscritti come in Italia) con anche un limite complessivo al monte rimborso statale di 133 milioni di euro. Nel sistema italiano, fino a poco tempo fa, era inoltre previsto che il rimborso elettorale continuasse per i 5 anni anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere, difatti, come riportato dagli economisti di "lavoce.info", in sapiente e dettagliata monografia di Valentino Larcinese, fra il 2008 e il 2011, i partiti e le formazioni politiche, persino non più esistenti o non più rappresentate in Parlamento, hanno ricevuto somme di molto superiori a quanto previsto da una già generosa legislazione. Ragion per cui, dalla prossima legislatura verrà abrogata la possibilità del "doppio rimborso" e il tetto di finanziamento previsto, da ripartire, sarà ridotto del 10 %.

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La torbida questione dei finanziamenti sia pubblici che privati a sostegno delle campagne elettorali è purtroppo di carattere patologico in molti Paesi europei. Solo nell'ultimo mese si sono registrati importanti casi : nel Regno Unito, con lo scandalo del "cash for access" che ha causato le dimissioni del tesoriere del partito conservatore, il quale offriva "accesso speciale" al primo ministro in cambio di donazioni di almeno 300 mila euro; in Francia, il presidente Nicolas Sarkozy è stato accusato di aver accettato fondi illegalmente predisposti, addirittura da Gheddafi; negli Stati Uniti il finanziamento privato, è stato messo in discussione, nelle attuali presidenziali americane, in seguito alla denuncia fatta da Johon McCain, il quale ha messo in guardia sulla provenienza non chiara dei fondi e sulla corruzione che vi è spesso associata, quest'ultima per giunta messa sotto i riflettori dopo che la Corte Suprema nel 2010 ha rimosso i limiti alla spesa elettorale delle corporations.

Margini e trasparenza. Sulla questione del finanziamento pubblico ai partiti, per abbassare l'onere dello Stato al mantenimento degli stessi (si stima intorno al 20 %), bisognerebbe introdurre un incentivo per i partiti, di tipo economico, appunto basando il finanziamento sul numero dei voti effettivamente ricevuto da ciascun partito (come in Germania ibidem) piuttosto che sul numero di aventi diritto, così facendo si incentiverebbero i partiti a coinvolgere maggiormente i cittadini alla partecipazione elettorale, questa, ulteriore motivo di preoccupazione a tutela della democrazia.

Per quanto riguarda il finanziamento privato, oggi non ci sono né limiti all'ammontare ricevibile,l'obbligo di pubblicazione per importi inferiori a 50 mila euro.  Un recente studio americano - basato su dati americani - indica che tra finanziamento pubblico e privato non c'è differenza su quale dei due sia il più influente negativamente sulla qualità dell'attività parlamentare del soggetto beneficiario nell'ordine delle piccole donazioni, al contrario, risulta invece che siano proprio le grandi donazioni ad influire negativamente sulla correlazione tra donazioni e attività legislativa. Le lobby sono i primi centri imputati a tale prassi, quindi occorre mettere un tetto alle donazioni. A tal proposito, in Francia, solo le persone fisiche possono contribuire sino a un massimo di 4600 euro e le donazioni non possono essere emulate in contanti per importi superiori ai 150 euro. Allo stesso modo, gli Stati Uniti, in tema di trasparenza e tracciabilità, obbligano tutte le donazioni superiori a 200 dollari alla pubblicità sul sito on-line, federal election commission (http://www.fec.gov/), con nome, cognome e indirizzo del donatore.

Tutela democratica. Ciò che ne esce dalla comparazione con gli altri Stati, del finanziamento pubblico ai partiti e alle campagne elettorali, è che occorrono meccanismi di controllo interni e ed esterni, migliori di quelli in vigore oggi in Italia, senza però pensare che dare una governance e incardinare i partiti a una mera rendicontazione dei bilanci sia la panacea dei mali, poiché in tutti gli Stati risulta essere, al momento, il partito l'unico soggetto collettivo che assicura il giusto funzionamento del sistema democratico. Le creazioni di Authority indipendenti o l'allargamento dei poteri di controllo della Corte dei Conti sui bilanci, può essere sicuramente un buon inizio ma i partiti non sono solamente rendicontazione di bilanci ma in forza dell'art.49 Cost. la norma, in merito, dice di più: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". I cittadini concorrono a determinare la politica nazionale, appunto.

 

 

Il Senato della Repubblica
(Foto: reuters / )
Discussione in aula sulla spending review
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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