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Di Federico Artizzu | 17.04.2012 23:44 CEST

 

Il giornale conservatore israeliano, Makor Rishon, ha pubblicato una simulazione di guerra tra Iran ed Israele esaminando lo scenario sia politico che bellico.

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Secondo la premessa, il 14 e 15 ottobre del 2012, fonti affidabili del Mossad comunicano che l'Iran ha iniziato a trasferire una considerevole parte di attrezzature nucleari all'interno del centro militare sotterraneo di Qom nel tentativo di assemblare un'arma atomica in poco tempo.

Durante i due giorni il governo israeliano non rilascia alcun commento pubblico e l'agenda del primo ministro, Benjamin Netanyahu non viene modificata per evitare che trapeli un qualche tipo di segnale che Israele stia per attaccare l'Iran.   

Nelle prime ore del 16 ottobre, prima che faccia alba, l'esercito israeliano lancia l'Operazione Yahalom ("Diamante") che prevede il bombardamento di diversi impianti nucleari iraniani. I siti di Natanz e Arak sono tra i principali obbiettivi, così come altri centri e impianti di ricerca sparsi sul territorio iraniano.

Nel blitz 10 caccia militari israeliani vengono abbattuti e alcuni piloti perdono la vita.

Negli Stati Uniti, il Presidente, Barack Obama informato dell'attacco va su tutte le furie temendo ripercussioni immediate sulle scelte degli elettori a solo poche settimane di distanza dall'appuntamento per le presidenziali. Il maggior timore di Obama è quello dell'aumento dei prezzi petroliferi.

La Casa Bianca chiede ufficialmente ad Israele di cessare le ostilità ma non sanziona lo Stato ebraico né minaccia di farlo. Dal'altra parte però chiarisce che Washington non offrirà assistenza militare a Tel Aviv: "Israele è responsabile del suo destino. È andato contro la nostra volontà e per questo non le offriremo protezione contro la rappresaglia dell'Iran e dei suoi alleati".

Come immediata rappresaglia l'Iran invia 1.500 carri armati al confine con l'Iraq e ordina ad Hezbollah, in Libano, di lanciare missili contro lo Stato ebraico. Teheran decide quindi di lanciare una serie di missili a lungo raggio e attacchi terroristici diretti contro le industrie tecnologiche israeliane, riuscendo a colpire la sede di Intelligence a Herzliya.

Un altro grosso attentato si verifica nel centro di ricerca delle forze armate israeliane a Talpiyot dove diversi cadetti dell'IDF - Israele Defence Force - perdono la vita.

Infine una bomba sporca viene fatta esplodere a Tel Aviv facendo vittime tra i civili e rilasciando un basso livello di radiazioni.

Nella simulazione, i media israeliani dimostrano una solidarietà e unità sorprendete il giorno dell'attacco, risparmiando inizialmente il governo dalle critiche. Il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali statunitensi, Mitt Romney esorta Obama a dare "immediatamente" il suo appoggio ad Israele.

L'Iran decide allora di provare ad incrinare definitivamente i rapporti tra Israele ed il presidente Obama nella speranza che questo venga rieletto e faccia scontare il prezzo dell'attacco allo Stato ebraico.

Teheran allora decide di non interferire con i transiti delle petroliere nel Golfo Persico nel tentativo di non provocare un aumento dei prezzi del barile. Alla fine di ottobre, tuttavia, l'Iran colpisce nuovamente Israele facendo esplodere un'autobomba a Tel Aviv e abbattendo un aereo della compagnia israeliana El Al con un missile sparato da una nave nel Mar Mediterraneo.

Nel frattempo rapporti dell'intelligence indicano che il programma nucleare iraniano è stato portato indietro di 7 anni dagli attacchi israeliani. Con le elezioni americane a pochi giorni di distanza, Obama decide di dire "basta" e comincia a minacciare l'Iran di un attacco diretto degli Stati Uniti se non cesserà le ostilità contro Israele.

Sebbene possa sembrare uno scenario piuttosto fantasioso, alla simulazione hanno partecipato importanti ex politici, analisti e giornalisti israeliani. 

 

 

soldati israeliani simulano false vittime di un attacco in un'esercitazione
(Foto: reuters / reuters)
soldati israeliani simulano false vittime di un attacco in un'esercitazione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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