L'Egitto blocca le forniture di gas ad Israele. Il ministro degli esteri di Tel Aviv classifica la minaccia egiziana come peggiore di quella iraniana

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Di Federico Artizzu | 22.04.2012 22:51 CEST

 

La statale egiziana EGAS ha annunciato che l'accordo con Israele per la fornitura del gas naturale al paese ebraico verrà cancellato.

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Il ministro delle Finanze israeliano, Yuval Steinitz ha risposto alla notizia dicendosi "molto preoccupato" per l'annullamento del contratto energetico da parte dell'Egitto "sia per ragioni economiche che per ragioni politiche", descrivendo la cancellazione dei precedenti accordi come un "pericoloso precedente" che minaccia i legami tra i due paesi.

La condanna da Israele è stata bipartisan. Anche il leader del principale partito di opposizione al governo di Tel Aviv, Shaul Mofaz, ha speso parole durissime di condanna alla mossa egiziana. "Questa è una palese violazione del trattato di pace" tra Tel Aviv e Il Cairo, ha detto Mofaz che ha poi esortato gli Stati Uniti ad esercitare la loro massima pressione sulla leadership egiziana: "Questo passo unilaterale richiede un'immediata risposta americana" in quanto gli Stati Uniti si erano fatti garanti degli accordi di Camp David che hanno sancito le basi per il trattato di pace israelo-egiziano.

Nel 2005 un accordo era stato raggiunto tra i due governi come parte di un negoziato politico che impegnava l'Egitto a rifornire il mercato energetico israeliano di gas naturale per i successivi 20 anni.

In seguito alla rivoluzione egiziana che ha spodestato l'ex presidente egiziano Mubarak, il gasdotto del Sinai che collega Egitto ad Israele era stato oggetto di diversi attentati terroristici che avevano già compromesso le forniture energetiche verso lo stato ebraico.

Funzionari israeliani hanno avvertito che il paese corre ora il rischio di dover affrontare interruzioni di corrente la prossima estate a causa delle probabili carenze energetiche.

Ad ulteriore dimostrazione della crescente tensione tra i due paesi vi sarebbe un documento riservato che il ministro degli esteri israeliano, Avigdor Lieberman avrebbe inviato al premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel quale classificherebbe l'Egitto come una minaccia maggiore dell'Iran per Israele.

"La questione egiziana è molto più inquietante rispetto al problema iraniano", si legge sul documento inviato da Lieberman e riportato in esclusiva dal quotidiano israeliano Maariv.

Stando a quanto riportato dal giornale, Lieberman ritiene che l'Egitto possa presto violare l'accordo di pace con Israele inviando truppe militari ad occupare il Sinai. Egli ha quindi raccomandato al primo ministro di aumentare la vigilanza delle forze armate al confine in preparazione di un potenziale cambio di regime in Egitto per metà maggio.

Israele ed Egitto godono dal 1979 di una relativa pace ottenuta dopo anni di ostilità e guerra. Molti analisti hanno avvertito di possibili disordini nella regione in seguito alle vittorie alle parlamentari egiziane di gennaio di diversi partiti islamici. La difficile situazione economica egiziana potrebbe fornire il combustibile necessario ad accendere nuovamente le tensioni con lo stato ebraico. 

 

incendio in un gasdotto nel Sinai
(Foto: reuters / reuters)
incendio in un gasdotto nel Sinai
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