Avete acquistato una nuova tv circa un mese fa? Roba vecchia. A meno che non vi sia integrato un decoder DVB-T2.
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Capaci di stipare nello stesso multiplex fino a 6 canali.
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Già, in Italia non si è nemmeno concluso il passaggio dalla televisione analogica a quella digitale, mancano alla conta ancora Sicilia e Calabria, che già si pensa ad un nuovo decoder. La novità, inserita nel decreto di semplificazione fiscale firmato Mario Monti, è dovuta alla restrizione della banda larga, che da 55 scende a 34 frequenze. Abbiamo dunque tre anni per metterci in regola procurandoci un decoder, sia esso stand-alone oppure integrato alla nostra tv, modello DVB-T2.
Quest'ultimo ha il vantaggio di stipare fino a 6 canali in HD, contro i 2 dell'attuale DVB-T e supporta l'ultradefinizione, ovvero il "4k" da 4096x3112 pixel, e le trasmissioni in 3D. Il nuovo sistema sarebbe infatti in grado di fornire un aumento minimo del 30% in termini di bit rate utile, a pari condizioni di canale trasmissivo usato per il DVB-T. Insomma, i dispositivi ad utilizzare le frequenze digitali sono davvero tanti, troppi. Accanto alla cara e vecchia tv si affollano tablet, smartphone, netbook e tanti altri ancora. La banda larga si restringe mentre la necessità di nuovi canali triplica. Ecco allora la soluzione: un decoder capace di stipare nello stesso multiplex fino a 6 canali.
Ma le novità non finiscono qui. Se il passaggio al nuovo decoder è fissato per gennaio 2015, riaprendo così per noi comuni mortali una diaspora tra le frequenze che dal 2008 soltanto adesso stava trovando la sua conclusione, va sottolineato che da luglio dello stesso anno gli unici televisori a poter essere commercializzati saranno quelli con decoder integrato DVB-T2. Intanto case come la Sony e Toshiba stanno già immettendo sul Mercato televisori con il DVB-T2 integrato. Quanto agli intenzionati ad acquistare una nuova tv non resta che accertarsi del tipo di decoder, a meno che non ci si voglia ritrovare tra le mani un pezzo d'epoca.








