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Di Stefano Bellelli | 24.04.2012 12:58 CEST

Sono due interviste a "preparare il terreno" per una stagione di tagli di spesa: Paola Severino e Anna Maria Cancellieri presentano così i loro progetti per ridurre l'esborso dei propri dicasteri, gli Interni e la Giustizia.

Reuters
I ministri Severino e Cancellieri al Quirinale, 16 novembre 2011.

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In particolare, Cancellieri sta pensando a un prepensionamento del 10% degli impiegati del Viminale, il che consentirebbe sia un risparmio netto, sia nuove assunzioni con un "ringiovanimento" del personale. E nello stesso solco il ministro inserisce la "mobilità all'esterno" (ovvero in uffici di competenza di altri settori dello Stato). Proposte coraggiose, probabilmente difficili da mandare in porto. Per questo è pronto anche un altro asso da giocare, capace di produrre un risparmio netto di un milione: l'accorpamento di dipartimenti ministeriali e la soppressione di alcune direzioni centrali.

Il pacchetto allo studio, probabilmente da presentare venerdì in Consiglio dei ministri, prevede però altre misure: l'accorpamento delle prefetture, chiudendo le "sedi minori" (un milione risparmiato per ogni sede, secondo il Corriere); l'apertura di "uffici territoriali del governo", che accorperebbero le rappresentanze locali di vari dicasteri, centralizzando la spesa e offrendo "possibilità di scambio del personale"; la riorganizzazione delle forze dell'ordine, anche qui cercando di creare centri di spesa (ma, ci tiene a precisare la Cancellieri, "senza alcun ritocco del personale", perché "sulla sicurezza non si risparmia". Infine, un'analisi dei beni disponibili al demanio permetterebbe di razionalizzare la spesa immobiliare, risparmiando in affitti.

Dopo l'intervista del ministro degli Interni al Corriere della Sera, è stata pubblicata oggi quella rilasciata a Repubblica dalla guardasigilli Paola Severino. Che da parte sua rilancia il concetto di "riduzione e distribuzione delle spese" a vantaggio "dei settori dove c'è maggiore necessità". Ancora razionalizzazione dunque, che porterebbe "all'eliminazione di alcuni tribunali al di sotto del livello medio di inefficienza", come già fatto con le carceri. Secondo i dati riportati dal sito internet del quotidiano, il "taglio" dovrebbe coinvolgere 37 tribunali, 160 sezioni distaccate, 674 uffici dei giudici di pace, risparmiando complessivamente 108 milioni di euro. Mentre dalle carceri – ha illustrato il prefetto Sinesio alla Camera – una revisione del Piano precedente dovrebbe permettere il risparmio di 228 milioni, a fronte dell'aumento di 11573 posti nella capacità detentiva.

Infine, un'altra razionalizzazione potrebbe riguardare le spese per le intercettazioni: in attesa di un parere richiesto all'Avvocatura, il ministro pronostica un risparmio nell'ordine di 200-250 milioni.

Severino dovrà però vedersela, soprattutto per quanto riguarda i tagli alle sedi giudiziarie, con enti locali, avvocati e sindacati: questi ultimi, soprattutto, lamentano la "pendolarizzazione" del lavoro come conseguenza inevitabile del trasferimento del personale dalle sedi minori a quelle più grandi. È dunque tutto in salita il cammino dell'imponente piano di risparmi: e di fronte a queste pressioni esterne il rischio di una revisione "light" da parte del Parlamento, sempre più interventista riguardo alle proposte del governo, è più che mai altro.

 

Severino e Cancellieri
(Foto: Reuters / STRINGER Italy)
I ministri Severino e Cancellieri al Quirinale, 16 novembre 2011.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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