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Di Dario Saltari | 26.04.2012 17:59 CEST

Le banche stanno cercando di cooperare tra loro attraverso l'aiuto della polizia statunitense al fine di raccogliere informazioni sul movimento di protesta Occupy Wall Street. A rivelarlo è Bloomberg sul proprio sito.

Reuters
Una tendopoli degli indignati di Occupy Los Angeles

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Il movimento di protesta statunitense, infatti, sembra voler riacquisire la forza perduta negli ultimi mesi attraverso una serie di manifestazioni che si terranno in varie città degli Stati Uniti. La prima di queste si terrà proprio il primo Maggio, festa dei lavoratori, quando Occupy Wall Street ha invitato lavoratori, studenti, immigrati e disoccupati a scendere per le strade di ben 125 città diverse al fine di chiedere la giustizia sociale ed economica. Tra queste città troviamo ovviamente New York, città natale del movimento. Altra data chiave sarà il 20/21 Maggio quando Occupy Wall Street cercherà di far sentire la propria voce a Chicago dove si terrà il summit della Nato.

Proprio in vista di questo mese di fuoco, le banche e le istituzioni finanziarie stanno cercando di allearsi al fine di difendersi da questa ondata di proteste. Secondo Brian McNary, direttore di una società di sicurezza filiale della svedese Securitas Ab., infatti, quest'ultime vogliono condividere le proprie informazioni derivanti dalle telecamere di sorveglianza, dai robot e dagli ufficiali di sicurezza all'interno degli edifici al fine di avere una "panoramica a 360 gradi in tempo reale". Lo stesso McNary lavora per le più prestigiose istituzioni finanziarie internazionali al fine di "identificare, mappare e tracciare" i manifestanti alle assemblee pubbliche e attraverso i social network.

In altre parole, le banche hanno deciso di allearsi tra loro ("come fanno le alci per difendersi dai lupi" afferma McNary) attraverso l'aiuto fondamentale della polizia. Quest'ultima negli Stati Uniti non è nuova a collaborazioni con banche e istituzioni finanziarie con le quali ha vari accordi per avere accesso alle immagini delle telecamere a circuito chiuso. L'aiuto della polizia, d'altra parte, viene generosamente retribuito dalle istituzioni finanziarie. Tra i principali donatori (ovvero coloro che hanno donato più di 100mila dollari) del dipartimento di polizia della città di New York, ad esempio, troviamo banche come la Barclays o giganti della finanza come Goldman Sachs. Nel 2010 JPMorgan, una delle società finanziarie più importanti al mondo, ha fatto la donazione più generosa nella storia della fondazione della polizia di New York. JPMorgan, infatti, ha regalato alle forze di sicurezza della grande mela risorse e tecnologie per un valore di 4,6 milioni di dollari.

"Questi ufficiali rischiano la vita ogni giorno per la nostra sicurezza" aveva affermato Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan "siamo incredibilmente orgogliosi di aiutarli a portare avanti questo programma e fare sapere loro quanto apprezziamo il loro duro lavoro". Lavoro che sarà molto utile a queste istituzioni al fine di evitare che l'ondata di proteste le travolga.

Occupy Los Angeles
(Foto: Reuters / )
Una tendopoli degli indignati di Occupy Los Angeles
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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